Il Tirreno

Grosseto

A CHI GIOVA LA GUERRA A SUON DI LEGGI?

Domenica. Nel bar del centro entra una coppia. Accento del nord, dopo il caffè rivolgono alle bariste la domanda di rito: «Cosa c’è da vedere, a Grosseto?». Le due ragazze dietro il banco sgranano...

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Domenica. Nel bar del centro entra una coppia. Accento del nord, dopo il caffè rivolgono alle bariste la domanda di rito: «Cosa c’è da vedere, a Grosseto?». Le due ragazze dietro il banco sgranano gli occhi, incrociano sguardi smarriti, si bisbigliano qualcosa e dopo un tempo infinito una risponde: «A Grosseto niente. A Castiglione sì, lì c’è un bel centro storico». Detto fatto, la coppia parte. Forse per non tornare più, nella città in cui nulla è da vedere.

La storia di Grosseto e della sua difficoltà a fare (redditizio) turismo è tutta qui, nella scarsa autostima dei grossetani, figlia spesso di un’altrettanto scarsa conoscenza. In fondo, a spedire quei turisti (per esempio) sulle Mura Medicee, non gli si faceva torto. Perché, pur se non proprio ben tenute, le Mura di Grosseto sono un monumento unico (o quasi) al mondo. Anche se a Grosseto c’è chi non lo sa.

Ora un gruppo di cittadini volontari propone di promuovere la conoscenza di quel patrimonio fra i grossetani, guidandoli in passeggiate gratuite. Ma le guide professionali insorgono. Nel merito “legale” se la vedranno. Qualche domanda però resta sospesa: avete mai visto voi un grossetano prendersi una guida a pagamento per visitare le Mura? E se i grossetani conoscessero meglio quel loro tesoro, non è che poi ci manderebbero i turisti, magari indicando loro l’infopoint del Cassero dove chiedere una guida professionale?

Chissà. Intanto è guerra a suon di leggi. Con buona pace delle Mura. (e.g.)

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