Sicurezza
«Viva il cinghiale in umido» Critiche al locusta snack
Dal popolo dei social incredulità per l’iniziativa dell’Aurelia Antica C’è chi propone la tradizione maremmana e chi la prende con ironia
GROSSETO. Altro che cavallette tostate, tarme e camole del miele fritte, la gente di Maremma ama ancora tortelli e cinghiale in umido.
Sono trascorse poche ore dall’”A tavola con gli insetti”, lo stravagante aperitivo andato in scena domenica sera all’Aurelia Antica (ha collaborato la Fondazione Grosseto cultura). E forse, tra il centinaio di “golosi” (e curiosi) accorsi per assaporare quelle “squisitezze”, ancora c’è chi deve digerire bene quel che ha buttato giù. D’altra parte, «staccate bene le zampe delle cavallette» aveva consigliato l’etologo-chef, Fabio Fabbri. Inoltre qualche insetto era fritto. E il fritto, si sa, è pesante.
Ma se da un lato c’è un piatto di tortelli e dall’altro una polposa tarma americana, seppur ben “succosa” e magari servita con un filo d’olio a crudo e una fettina di peperone, i maremmani non hanno dubbi. È così che, mentre all’appuntamento organizzato allo shopping center c’è stato chi ha sgomitato per ingurgitare una croccante cavalletta al cioccolato (e magari ha pure trovato il coraggio per lagnarsi perché il cioccolato copriva il gusto della cavalletta), sui social le reazioni sono di segno opposto. Una volta tanto il popolo del web rimette le cose al loro posto. E lo fa con una reazione a valanga, tra disgusto e incredulità. «Che i grossetani ultimamente avessero dato fuori di testa s’era capito – dice Giampiero Peccianti – e questa ne è la conferma». Impagabile il commento di Andrea Sisti che si limita a poche parole, «Io mi rifaccio da qui» e posta l’immagine di una porchetta da applausi. «Gli unici vermi che mangio… i vermicelli!» scrive Tiburzi. Mentre Luca Calani ne fa una questione di moda in puro maremmano: «Sei offe, ora devi mangià solo ir kebabbe», sennò «’un sei trendi… beii… bona la mi’ porchetta». Più serio Luca Meschinelli che prima si domanda se non sia il caso di promuovere prodotti del territorio, poi si lascia andare a un godurioso «Viva la trippa, la salsiccia, i fagioli, il cinghiale in umido! Viva la Maremma». Mentre Luisa Cassioli risponde alla proposta dell’arrosto di formiche con un «Mangiatelo voi! Io mangio i tortelli!». Manola Sassetti si dice sconcertata, poi lancia l’ennesimo punto di domanda «Chi è il genio che ha avuto l'idea!?». Alessio Toninelli è sarcastico e punta tutto sulle bachere ripiene. Per Renella Parigi se questo è quel che ci aspetta nei pre cena «allora addio aperitivo». Quello di Ambra è un appello: «Se c'è una cosa che in Italia funziona ancora sono tradizioni e cucina. Gli insetti lasciate che se li mangino in Tailandia». Sul pessimista andante Giusi Possemato: è bene se «ci s'incomincia ad abituare a mangiare gli insetti. Fra un po’ ci saranno solo quelli. Per me restano uno schifo a solo vederli!». Chiosano Alessandra Gabbi: «La mi parete tutti grulli» e Silvia Coppetti «Svegliatemi, vi prego!».
Infine ci sono loro, le foto di piatti tipici della cucina maremmana. Eccellenze apprezzate in tutto il mondo. Altro che cavallette tostate, locusta snack, tarme e camole del miele fritte: la gente ama ancora tortelli e cinghiale in umido.
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