Il Tirreno

Grosseto

«Massima fiducia al mio vicesindaco»

di Fiora Bonelli
«Massima fiducia al mio vicesindaco»

Castel del Piano, il primo consiglio comunale del Franci bis si apre col caso Panebianco: «Certi della sua innocenza»

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CASTEL DEL PIANO. Si è insediato il 6 giugno a Castel del Piano il nuovo consiglio comunale. Aria di festa, che ha avuto la meglio su qualche ombra, subito zittita da un intervento del sindaco Franci e del vicesindaco Panebianco al quale, proprio alla vigilia del consiglio di insediamento, è piovuta sul capo la tegola di un rinvio a giudizio per illeciti edilizi. Una questione che investe anche il geometra comunale Paolo Pericci e altri professionisti. Ma la grana è stata disinnescata subito.

«Il consiglio _ ha detto il sindaco _ conferma la massima fiducia alla magistratura ma anche ai contraenti che hanno preferito non patteggiare, ma sottoporsi al pieno giudizio del tribunale perché certi della loro innocenza. Il procedimento è all’avvio noi siamo tranquilli, tanto che il Comune stesso è intervenuto a tutela del proprio tecnico».

«A tutto pensavo fuorché a inaugurare questo consiglio con questa ombra che mi ha fatto davvero dispiacere», ha commentato invece Panebianco. «Ho rispetto per l’autorità giudiziaria e spero in un completo proscioglimento. Il rinvio a giudizio avviene perché non abbiamo voluto patteggiare. L’ufficio tecnico ha dato in perfetta buona fede un’interpretazione della norma e non c’è certo stata nessuna volontà di infrangere la legge».

Dal canto suo la minoranza non ha commentato la notizia fornita in consiglio, ma si è astenuta, senza dare spiegazioni, al momento della votazione della convalida degli eletti. Il consiglio, dopo il giuramento del sindaco, è proseguito con un lungo intervento di Franci, che dopo aver ringraziato i consiglieri uscenti e i suoi elettori ha riconosciuto anche l’ampia rappresentatività della minoranza. Punto focale del discorso inaugurale resta il compito di costruire e dare gambe all’Unione dei comuni: «Con la fine delle Province finisce una storia e per quella che si prepara i Comuni restano l’unico baluardo», ha detto il sindaco. «L’Unione è un’ardua scommessa che va, comunque, giocata».

Franci è tornato poi sugli obiettivi cardine del quinquennio: efficaci politiche del lavoro, infrastrutture, oculato utilizzo delle risorse geotermiche, questione sociale e nuove povertà, innovazione. Ma soprattutto è tornato come punto primario quello di integrazione con la val d’Orcia.

Le questioni giovanili saranno trattate in un tavolo interistituzionale con rappresentanza di 8 Comuni e saranno istituzionalizzate commissioni per il regolamento urbanistico e lo statuto comunale.

La minoranza guidata dal capogruppo Sandro Ginanneschi ha subito cominciato a punzecchiare, con interventi di Vegni e Borgoni e Ginanneschi stesso che chiedeva le presidenze di due commissioni, sanità e geotermia.

E la giunta? Franci si tiene le deleghe di sanità, lavori pubblici, urbanistica, personale; Panebianco bilancio, patrimonio e sport; Pitardi assessore esterno al sociale e pari opportunità; Colombini assessore esterno alle attività produttive e al commercio; Giannetti all’ambiente alla viabilità rurale e alle frazioni. Due i consiglieri con delega: Luciani alla cultura e Nannetti ai giovani e all’istruzione.

Eletti nel consiglio Unione: il sindaco (di diritto); per la maggioranza Alberto Coppi; per la minoranza Alessandra Vegni.

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