Il dolore
Cemivet a rischio: il sindaco di Grosseto scrive al ministro
La Difesa vuole trasferire il prestigioso centro quadrupedi a Roma. Bonifazi: «Atto gravissimo e ingiustificato»
GROSSETO. Il Centro militare veterinario di Grosseto non deve chiudere. Lo ribadisce il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi al ministro della difesa Roberta Pinotti, con un’accorata e dettagliatissima lettera inviata a Roma il 19 maggio. Una lettera che è soprattutto una sorta di mini-dossier nel quale Bonifazi spiega, punto per punto, tutte le buone ragioni per evitare l’ormai quasi certo trasferimento di uomini e strutture dalla Maremma alla Scuola Militare di Equitazione di Montelibretti (Roma). «Un atto gravissimo e ingiustificato dal punto di vista finanziario e di principio», scrive il sindaco, elencando non solo i danni economici che l’operazione arrecherebbe al territorio grossetano, ma anche quelli ambientali e storici. Il Cemivet è infatti non solo il più prestigioso e accreditato centro nazionale per l’allevamento di cavalli, ma anche - proprio per la particolare attività che vi si svolge - un formidabile presidio di tutela ambientale per gli oltre 500 ettari di territorio su cui insiste, limitrofi alla riserva naturale della Diaccia Botrona e a molte aziende agricole e zootecniche. Soprattutto, però, il Cemivet occupa circa 400 persone, tra militari e civili. E se anche lo Stato si impegnasse a non licenziare nessuno, l’eventuale trasferimento significherebbe “scippare” a Grosseto 400 buste paga e altrettante famiglie che portano reddito al città e al territorio. Il ministro Pinotti, ha annunciato Bonifazi, ha subito risposto che arriverà a Grosseto per un confronto diretto. La visita è annunciata per il prossimo mese di luglio.
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