Il Tirreno

Grosseto

Addio tortelli, c’è l’arrosto di formiche

di Maurizio Bernardini
Addio tortelli, c’è l’arrosto di formiche

Decine di grossetani in fila all’Aurelia Antica per degustare insetti cucinati in mille modi: tarme e cavallette fanno furore

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GROSSETO. Camole del miele fritte, cavallette tostate in forno e ricoperte di cioccolato, grilli domestici color nocciola infilzati con dei simpatici stuzzicadenti e pronti da gustare: non è una burla, né un film di Dario Argento. È quel che è andato in scena ieri al centro commerciale Aurelia Antica.

Uno show in piena regola quello guidato dall’entomologo Roberto Fabbri grazie alla collaborazione di Fondazione Grosseto cultura. Altro che panini con la porchetta, pappardelle al cinghiale, ribollita e acquacotta: a farla da padroni in tavola (almeno per un’oretta) sono gli insetti. Qualcuno già impiattato, altri _ le solite mosche golose _ che ronzano attorno ai vassoi: «Ma poco importa _ dice un grossetano che sgrana gli occhi e commenta sarcastico _ tanto tra poco ci sta che si mangia pure quelle».

Diffidenze a parte, l’apericena con insetti va alla grande. Tanta gente e qualcuno addirittura insofferente per la troppa attesa. «Mangiare insetti _ dice Fabbri _ fa bene. È una cosa che fanno milioni di persone. Da migliaia di anni. In Cina, Africa o centro America sono visti come prelibatezze».

Intanto alle spalle dell’esperto scorrono immagini di pietanze esotiche come la messicana zuppa di pomodoro con larve di tarme della farina; l’arrosto di formiche; le tagliatelle con farina di tarme e il locusta snack, curiosa variante del fish and chips. Non mancano neppure i dati sulle proprietà nutritive degli insetti: le termiti? Un toccasana per le donne in stato interessante che si ritrovano a dover fare i conti con la carenza di ferro. «Ma attenzione, non raccogliete insetti in natura, potrebbero aver mangiato qualcosa di velenoso», si raccomanda Fabbri. E ancora «Alle cavallette staccate zampe e ali, così le digerite meglio». Alternativa è masticare molto, ma è come mangiare i gamberi con il guscio.

La gente però si fa insofferente: troppe chiacchiere, è l’ora di provare quelle “squisitezze”. Largo dunque agli assaggi. È il trionfo delle cavallette, servite inzuppate nel cioccolato che, però, secondo alcuni, «ammazza un po’ il sapore della cavalletta».

Ben figurano anche le tarme americane, simili a quelle della farina, ma (pare) più polpose: vengono servite tostate e vanno letteralmente a ruba.

C’è pure chi, dopo qualche tentennamento, prova e… si getta nel bis. «È croccante», dice Mirco, entusiasta, mentre assapora una cavalletta. Qualcuno si lecca addirittura le dita e altri, come Eleonora, cercano di rintracciare il gusto di quel che stanno provando «Ha il sapore di cereali tostati».

Non manca chi osserva impietrito e, dopo aver arricciato lo sguardo, passa oltre. Ma in tanti rimangono incollati a quello stand allestito al centro del salone dello shopping center e la serata si trasforma in evento. Alla fine Fabbri è esausto. Tira fuori cavallette e tarme a raffica, ma continuano ad andare a ruba. C’erano una volta i tortelli, le pappardelle al cinghiale e l’acquacotta. E di certo non spariranno tanto presto. Ma ieri almeno cento grossetani hanno pasteggiato con qualche insetto tostato o inzuppato nel cioccolato fondente: per sfida, per sfizio, o per curiosità, sta di fatto che un po’ tutti se ne sono andati belli soddisfatti. E non è una burla.

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