Finanza
Toro inferocito devasta la macchia
Per due giorni la caccia all’esemplare ha tenuto in ansia gli abitanti di Capanne. «È pericoloso, voglio venderlo»
MASSA MARITTIMA. Una bestia di 11 quintali libera ed inferocita nella macchia di Capanne. No, non è l'ennesima caccia al mostro di turno (ricordate il vecchio Birillo nel vicino lago dell'Accesa?) ma è la disavventura capitata ad un allevatore di Casteani che si è visto sfuggire dall'azienda un toro di 4 anni appena acquistato a scopi riproduttivi da un collega di Castiglione della Pescaia.
L'allarme, fortunatamente, è rientrato già da venerdì sera quando il toro è stato in qualche modo riacciuffato dal proprietario e ricondotto nella stalla a più miti consigli ma per un paio di giorni l'enorme bue domestico ha creato non pochi grattacapi alla comunità massetana, vicino al cui abitato (più precisamente a quello della frazione di Capanne) si era pericolosamente avvicinato.
La fuga della bestia ha addirittura spinto il neosindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, a emanare apposita ordinanza sindacale per segnalare il caso e mettere in atto tutte le misure relative ed urgenti, con l'allarme immediatamente esteso alle forze dell'ordine del territorio. Venerdì sera, dopo due giorni di fuga in libertà nella macchia, il toro è stato riacciuffato dal proprietario che, dopo aver lanciato l'allarme subito dopo la fuga, ha dovuto mettere in pratica tutti i trucchi ed i segreti da allevatore per riportare il toro a casa.
«Era appena arrivato nella mia struttura – spiega Gianni Alfonso, l'allevatore di Casteani involontario protagonista dell'episodio – lo avevo da poco acquistato assieme ad un altro toro più piccolo e a due vacche da un'azienda di Castiglione della Pescaia ma appena l'ho scaricato è apparso come impazzito, forse per l'ambiente nuovo o chissà per cos'altro. Pensate che è' riuscito a spostare un trattore di 70 quintali con una rotoballa attaccata posizionato davanti alla porta della stalla, ha devastato tutto quello che trovava davanti facendomi almeno 7000 euro di danni e si è dato alla macchia inferocito. Nel suo scappare lasciava degli stradelli larghi oltre 70 centimetri nella folta boscaglia, purtroppo non sapevo della sua enorme pericolosità».
Alla fine è servita l'esperienza di una vita di lavoro per risolvere in maniera positiva l'allarme. «Sono tornati utili i trucchi imparati nel mestiere di allevatore – continua Gianni Alfonso – portando delle vacche nella macchia si è fatto avvicinare e, anche se non proprio agevolmente, assieme agli uomini del Corpo forestale dello Stato di Massa Marittima siamo riusciti a riprenderlo».
Gianni tiene ad attribuire i meriti: «Proprio alla Forestale devo esprimere il mio ringraziamento e la mia solidarietà per la collaborazione, sono stati gli unici che mi hanno aiutato anche a rischio della loro vita».
Una volta catturato, l’esemplare è stato posto sotto severa sorveglianza: «Adesso il toro è legato nella stalla con due canapi d'acciaio perché è troppo pericoloso e non deve essere in grado di scappare nuovamente, ci sono troppe attività e troppe persone nella zona. Una bestia come questa non è adatta alla riproduzione, voglio venderlo il prima possibile e spero che la burocrazia non si metta di mezzo e crei ulteriori problemi, già lunedì la mia intenzione è quella di liberarmene sperando di ottenere subito tutte le certificazioni necessarie».
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