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Felicioni sfida Cinelli: «Rispetti i patti»

Felicioni sfida Cinelli: «Rispetti i patti»

MAGLIANO. Sette giorni per decidere se rompere con la civica che l’ha portato a vincere la fascia tricolore a Magliano o piegarsi alla volontà di Grosseto: è una bordata destinata a lasciare il segno...

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MAGLIANO. Sette giorni per decidere se rompere con la civica che l’ha portato a vincere la fascia tricolore a Magliano o piegarsi alla volontà di Grosseto: è una bordata destinata a lasciare il segno quella che arriva sulla schiena del neosindaco Diego Cinelli. Il colpo lo assesta il deus ex machina del successo di Magliano Oggi, quel Massimo Felicioni che ha tirato le fila della partita dal capoluogo e che ora chiede di avere più voce in capitolo: «Cinelli aveva in mente di fare il battitore libero? Doveva correre da solo».

Un duro richiamo, insomma, alla buona vecchia disciplina di partito (che poi partito non è) dopo le nomine arrivate per la giunta. Pomo della discordia sono le poltrone assegnate da Cinelli nella nuova giunta: per Felicioni il sindaco deve onorare «la copertura di ogni territorio presente nel comune» con un assessore per ogni zona del maglianese.

È rimasta però scoperta l’area di Collecchio e Cupi e la delega vacante è quella all’agricoltura. Lì Felicioni vuole o Maurizio Gonnelli o Fausto Bandinelli, ex segretario comunale Pd dimessosi proprio dopo le elezioni. Insomma, altro che delegato al Parco, come ha annunciato Cinelli.

Ma dal capo di Grosseto Oggi arrivano pure battute al fulmicotone per Udc e Fratelli d’Italia, accusati d’aver agito sotto traccia per accaparrarsi il Comune «con dei giochini». Anche per questo Felicioni chiede la testa di Enri Marretti (assessore giovani e sport): «È un doppione della presenza di Magliano e arriva in seguito al ricatto politico di Fratelli d’Italia». Felicioni accende grosse perplessità pure sulla permanenza di Mirella Pastorelli (scuola e sociale) e richiama alla mancata nomina di Robin Harris Stapleton, musicista che lo stesso Cinelli il 17 maggio aveva promesso di nominare assessore alla cultura.

Maurizio Bernardini

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