Il Tirreno

Grosseto

Centrale operativa unica per la sicurezza

Centrale operativa unica per la sicurezza

Degrado e delinquenza: le proposte di M5S per rendere la città e la provincia più vivibili

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GROSSETO. Qualche giorno fa, il sindaco si è trovato al tavolo con i capigruppo del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia, insieme al comandante della polizia municipale. Sul piatto c’era la sicurezza della città: da una parte l’allarme per i reati predatori, in aumento, dall’altra il degrado urbano.

Percezione d’insicurezza che non riguarda soltanto la città, ma che si estende a macchia d’olio anche in tutta la Maremma. Le forze dell’ordine ci sono e lavorano. «Ma dal punto di vista operativo - spiegano i Cinque stelle - per un’ ottimale gestione di apparati tecnologici innovativi, è indispensabile un’unica centrale operativa dove far confluire tutte le notizie d’interesse del servizio di prevenzione, tutte le richieste dei cittadini, collegata con le banche dati e in grado di promuovere gli opportuni e conseguenti interventi delle autoradio dislocate sul territorio».

Poi c’è il degrado, da tenere sotto controllo. «Ed eventualmente da segnalare attraverso tre canali differenti - aggiungono - attraverso la raccolta di dati informativi che possono arrivare attraverso denunce cartacee, via posta elettronica memorizzazione delle segnalazioni dei cittadini da parte dell’operatore di polizia attraverso una cartografia “digitalizzata”».

Il Movimento 5 Stelle ha più volte chiesto di creare un nuovo piano gestito dalla nuova polizia locale, con maggiori e più puntuali responsabilità del sindaco e dell’amministrazione sui temi della sicurezza urbana. Come è necessaria una maggiore integrazione ed omogeneizzazione fra i livelli statali e locali che gestiscono e si occupano di sicurezza con la istituzione di un’unica Centrale su cui far pervenire le chiamate di pronto intervento.

«Un piano che potrà essere attivato - proseguono - solo con l’intervento del sindaco che dovrà orientare gli strumenti urbanistici complessivi in direzione della prevenzione del degrado urbano. Gli interventi potranno fare riferimento a situazioni di disagio sociale, fattori che oggettivamente generano un senso di insicurezza e riconducibili a zone scarsamente illuminate, assenza di videocamere in punti sensibili da individuare uno per uno, utilizzazione di quelle esistenti, anche di privati disposte in punti ritenuti strategici, cantieri trascurati, immobili ed aree cittadine abbandonate a se stesse, riqualificazione e funzionalità delle aree sia centrali che periferiche, sottopassaggi pedonali pericolosi, piste ciclabile insicure».

E poi c’è il tema dell’incolumità pubblica che sviluppa il Movimento 5 Stelle di Grosseto.

«Il sindaco - spiegano - in tema di sicurezza locale, è il garante dell’incolumità pubblica definita per legge come “l’integrità fisica della popolazione”. E questa, come noto, dipende in gran parte dalla messa in sicurezza del nostro territorio che va attentamente manutenzionato, protetto e vigilato sotto il profilo idrologeologico.

Si pensi, per ultimo, alla frana di Roccalbegna che ha deturpato il volto di una zona incontaminata. Si pensi alle opere che urgono a Roselle per ripristinare un normale deflusso delle acque dell’Ombrone».

Ma quali risorse economiche ha, il sindaco, per assolvere a tali suoi delicati compiti? «Scarse, molto scarse - proseguono - Non può provvedervi se non ricorrendo alle risorse destinate al Consorzio della Bonifica di cui se ne sta occupando un gruppo di lavoro regionale del MoVimento 5 Stelle (insieme ai due nostri consiglieri), nato con l’obiettivo di raggiungere la chiusura di questi consorzi e destinare le risorse in altra maniera direttamente nelle mani del sindaco».

Strumenti, quelli proposti dai 5 Stelle, che dovrebbero garantire maggiore sicurezza per i cittadini, costretti a fare i conti con delinquenza e degrado.

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