Il dolore
Prostitute con il posto fisso La protesta dei residenti
Sensi unici che trasformano quattro strade in un girone infernale Il sindaco: «Solo dieci multe ai clienti, l’ordinanza è stata prorogata di nuovo»
GROSSETO. La pazienza ha un limite anche se c’è chi per strada invoca «toleranza». Una scritta fatta con la vernice, all’angolo tra via Buozzi e piazza Dalmazia, riassume la vita a due velocità in quel triangolo di strade a ridosso del centro. Dove si fermano le prostitute, dove i clienti fanno il giro per scegliere chi portare via, dove gli abitanti sono costretti a vedere, dalle loro finestre, ragazze per strada e uomini che pagano per fare sesso. E dove c’è quella scritta: «Toleranza».
«Via Buozzi è eccessivamente trafficata durante il giorno per la presenza di uffici amministrativi e sanitari che eccede la capacità dell’area di sopperire alle esigenze del parcheggio», scrive Paola Viani nella lettera inviata al questore Michele Laratta e al sindaco Emilio Bonifazi. Ma è la sera che la zona si trasforma in un girone infernale. «Noi abitanti siamo letteralmente sotto coprifuoco - aggiunge la donna - in ostaggio del giro di prostituzione che si è insediato nel quadrilatero via Buozzi, via Trento, via Roma, via don Minzoni». Abitanti di una zona testimoni dell’attività di due ragazze, giovani, che aspettano i loro clienti proprio lì dove c’è quella scritta. «Nello stesso punto le ragazze lasciano pacchetti di sigarette, patatine, bottiglie di Coca Cola - aggiunge la donna - bicchieri vuoti, cicche. E vicino ai bidoni troviamo spesso anche indumenti». E il traffico, la sera, non è certo meno intenso che durante il giorno. Perché se con il sole i grossetani affollano la zona per gli uffici, quando arriva la sera sono i clienti delle prostitute a creare una girandola di luci e rumori intorno alla casa. «La circolazione sembra quella di vere e proprie flying chairs (calcinculo, n.d.r.) del luna park - aggiunge Paola Viani - perché il traffico è continuo e segue proprio una rotta circolare dettata dai sensi unici». Il percorso via Roma, via don Minzoni, piazza Vittorio Veneto, via Buozzi, via Trento e ancora via Roma è circolare. E i clienti, ogni sera, girano intorno come criceti sulla ruota.
Gli abitanti della zona hanno chiesto più volte l’intervento delle forze dell’ordine. «Ma nonostante i loro interventi - aggiunge - qua non è cambiato nulla».
Polizia e carabinieri possono intervenire solo in caso di sfruttamento della prostituzione. Il sindaco invece, aveva emesso un’ordinanza che colpiva i clienti e una decina di multe sono state fatte. «Il problema però - spiega Emilio Bonifazi - è che quel tipo di ordinanze hanno un termine. L’abbiamo già prorogata tre volte e fino a mezzanotte, cerchiamo di garantire la presenza della municipale con i lampeggianti accesi almeno come deterrente». Ma se la pattuglia si ferma da una parte, è facile che le prostitute si spostino da un’altra parte. «Molte di quelle ragazze hanno cominciato a dare il loro numero di telefono ai clienti che le contattano per farle spostare - aggiunge il sindaco - in questo modo risulta più difficile anche per noi intervenire. Certo, il problema c’è e dobbiamo cercare di risolverlo».
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