Attenzione
La giunta “ritocca” i pasti Mense scolastiche più care
Gli aumenti si accompagnano a una rimodulazione delle fasce di reddito Isee L’assessore Stellini: «Abbiamo cercato di contenere l’urto sulle fasce deboli»
GROSSETO. Aumenti in vista per i pasti nelle mense scolastiche. La giunta comunale ha approvato la rimodulazione delle tariffe del servizio di refezione scolastica nelle scuole statali (materne, elementari e medie) per l’anno scolastico 2014/2015.
L’incremento, come si può vedere dalla tabella che compara le tariffe in vigore e quelle approvate per il prossimo anno scolastico, è di 20 centesimi a pasto nelle prime due fasce di reddito e diventa più consistente (fino a un rialzo massimo di 50 centesimi) nelle altre fasce. Va però evidenziato che il “ritocco” alle tariffe si accompagna a una generale rimodulazione delle stesse fasce di reddito Isee, a partire dalla quarta in su. Basta osservare che la fascia più alta (utenti che pagano la tariffa massima) prima scattava solo per i redditi Isee superiori ai 35mila euro mentre ora la soglia si abbassa a 28mila euro. In ogni caso la mancata presentazione del modello Isee comporterà anche quest’anno il pagamento della tariffa massima che resta di 6,75 euro. Confermato l’esonero dal pagamento della tariffa per le famiglie di fascia 1 (quella fino a 5mila euro di reddito Isee) in grado di documentare la propria situazione di disagio socioeconomico attraverso una relazione dei servizi sociali. Confermati anche gli sconti del 10 per cento per il secondo figlio e del 20 per cento per il terzo figlio e successivi che usufruiscono della mensa. Ma c’è di più. «La rimodulazione – si legge nella delibera di giunta che dà il via libera alle nuove tariffe – è comprensiva degli ulteriori costi che il Comune deve sostenere per le utenze, per la sostituzione di arredi obsoleti presenti nei refettori, per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi, per la creazione di nuovi spazi e per la costante richiesta di istituzione di classi a tempo pieno che comportano un aumento di spesa finalizzata alla loro organizzazione e gestione». «L’aggiornamento delle tariffe in base all’indice dei prezzi è previsto ogni anno – osserva l’assessore all’istruzione Giovanna Stellini – ma abbiamo cercato di contenerlo sulle fasce più deboli avviando un’operazione complessiva che rimodula non solo le tariffe ma anche le stesse fasce di reddito. L’intenzione è di andare verso una parificazione per quanto riguarda i costi del nido e della scuola dell’infanzia, percorso che potrà dirsi compiuto solo il prossimo anno».
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