Il Tirreno

Grosseto

Decine di documenti per un tavolo in piazza

di Gabriele Baldanzi
Decine di documenti per un tavolo in piazza

Volevano raccogliere firme per una petizione, la Soprintendenza mette in crisi l’associazione

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GROSSETO. A volte è quasi geniale il modo in cui la burocrazia, i percorsi amministrativi, riescono a ingabbiare e scoraggiare anche le cose più semplici, come mettere un tavolo - in piazza del Duomo - per raccogliere delle firme. Stavolta, però, c'è chi - vittima dell'iter - invece di subire in silenzio, ha scelto di chiarire, di capire, in ultimo, se necessario, di combattere. Sì, perché combattere la burocrazia è prima di tutto la sua mission.

Stiamo parlando del "Il Rasoio di Occam", associazione trasversale nata circa un anno fa per sensibilizzare i cittadini alla necessità di eliminare gli sprechi, di tempo e di denaro. L'hanno costituita un gruppo di amici di buona volontà che fa capo al notaio Bruno Detti.

Ebbene Il Rasoio, nei giorni scorsi, ha pensato bene di rivolgersi al Comune di Grosseto per mettere un banchino in centro e promuovere obiettivi e attività dell'associazione, scoprendo sulla propria pelle quali e quante stampite sono necessarie per mettersi in regola. Una trafila scoraggiante, dove il Comune di Grosseto - sia chiaro - è semplicemente un mero verificatore di quanto prevedono norme e circolari pensate altrove.

Bruno Detti è determinato e ironico nella lettera inviata ieri alla Soprintendenza. «Vediamo cosa rispondono. Stiamo valutando se scrivere anche alle Iene e al Gabibbo. La storia è questa. Per collocare un tavolo per poche ore in piazza Dante - reggetevi forte - serve un'autorizzazione paesaggistica da Siena. Volevamo infatti raccogliere firme in calce a una petizione popolare ai sensi dell'articolo 50 della Costituzione. Quando in Comune mi hanno consegnato l'elenco della documentazione richiesta sono rimasto senza parole. Mi venivano solo risate e parolacce».

Ecco, per curiosità, l'elenco di cosa serve: 4 copie di almeno tre fotografie del luogo di occupazione, dove il luogo di occupazione è uno spazio, sempre lo stesso, che viene regolarmente concesso dal Comune per iniziative simili e per il quale la polizia municipale ha già concesso un nulla osta generale e preventivo. «Ebbene - commenta Detti - ogni volta che un'associazione chiede di occupare quello spazio vengono di nuovo inviate dodici foto dello stesso rettangolo di selciato. Mi domando se non sarebbe possibile e opportuno che la Soprintendenza rilasciasse un parere favorevole generale e preventivo come ha fatto la polizia municipale?». Ma non finisce qui. Vanno portate poi 4 copie di una planimetria in scala, quotata, con l'indicazione dei punti di scatto delle foto, con distanza dai monumenti ed edifici vari. Detti domanda: «Cosa deve rappresentare la planimetria? Il rettangolo di terreno sul quale verrà collocato il tavolo?». Infine occorrono le solite 4 copie di una relazione tecnica. Qui il leader del Rasoio mette in campo l'ironia: «La relazione tecnica riguarda il tavolo. Il mio è da giardino (1,70 per 1 metro). E se poi decidiamo di cambiarlo, il tavolo? L'autorizzazione dovrà essere rinnovata? E soprattutto la relazione deve riguardare anche le sedie? Tutto questo firmato da un tecnico iscritto all'Ordine e almeno 30 giorni prima dell'occupazione. Non si precisa l'Ordine di appartenenza del tecnico».

Nella missiva inviata al soprintendente il Rasoio di Occam domanda anche il perché di tutta questa documentazione finalizzata a ottenere il nulla-osta. «Peraltro - conclude il notaio - il modulo fornito dal Comune di Grosseto fa riferimento alla tutela indiretta del decreto legislativo n° 42/2004, che all'articolo 49 prevede la necessità dell'autorizzazione per manifesti e cartelli pubblicitari. Insomma una fattispecie di occupazione di suolo pubblico, che sembra diversa. Aspetto una risposta dalla Soprintendenza, chiarito che i tecnici del Comune provano lo stesso mio imbarazzo".

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