Il dolore
Annesso diventato casa L’assessore va a giudizio
Panebianco è imputato con la moglie in qualità di proprietario di un immobile Abuso d’ufficio la contestazione al tecnico comunale che aveva seguito la pratica
CASTEL DEL PIANO. L’assessore rinviato a giudizio con la moglie, per un illecito edilizio: una ristrutturazione per ricavare dei box per cavalli senza permesso di costruire, un aumento di volumetria con modifica di sagoma e prospetti, con cambio di destinazione d’uso (da annesso agricolo ad abitazione). Imputati con lui anche l’impresario incaricato dei lavori e il tecnico comunale responsabile del procedimento amministrativo. Quest’ultimo deve rispondere anche dell’accusa di abuso d’ufficio, per aver consentito opere non conformi agli strumenti urbanistici. Infine, è imputato anche il geometra che avrebbe dichiarato il falso nell’accertamento di conformità in sanatoria.
Risalgono al 2011 i fatti per i quali il gup Valeria Montesarchio, accogliendo le richieste del pm Maria Navarro, ha deciso il processo, fissando la prima udienza davanti al collegio per il 14 gennaio 2015. Sono imputati Salvatore Panebianco, 52 anni, in qualità di assessore alle opere pubbliche, e la moglie Roberta Pelosi, 50 anni: sono sotto accusa perché proprietari del fondo in località Pian di Bartolo di Montegiovi e committenti, ma non imprenditori agricoli. Anche il titolare dell’impresa esecutrice dei lavori, Renzo Mancini, di 53 anni, e il responsabile del procedimento per la Dia 15 n.15 del 2008, Paolo Pericci, 46 anni. Tutti sono accusati di aver realizzato e fatto realizzare in zona agricola una ristrutturazione abusiva, per assenza di permesso di costruire o in difformità totale o comunque con titolo edilizio non idoneo: un annesso agricolo raddoppiato di volumetria (da 72 a 147 metri cubi), dotato di veranda, servizio igienico e impianto di depurazione per cinque abitanti. Queste sono opere che la Procura identifica come previste nel titolo edilizio assentito. Ma ce ne sono anche non previste in quel titolo: e, sempre secondo la Procura, sarebbero costituite dal cambio di destinazione d’uso dell’annesso agricolo, diventato immobile residenziale con una diversa distribuzione interna dei locali (volumetri complessiva 171 metri cubi).
Il presunto abuso d’ufficio contestato a Pericci è relativo all’aver consentito di eseguire opere in violazione di leggi e regolamenti: l’aver assentito una Dia non onerosa anziché l’aver preteso il permesso e il cambio di destinazione d’uso consentito solamente per edifici di aziende agricole (da 170 metri cubi in su) con norme che non consentono il cambio della destinazione d’uso agricola. Marito e moglie avrebbero così ottenuto un incremento del valore economico del bene.
Il geometra sotto processo per la sospetta falsità è Massimiliano Ferrara, 38 anni.
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