Il Tirreno

Grosseto

Tre condanne per il fienile trasformato

di Pierluigi Sposato
Tre condanne per il fienile trasformato

Abuso d’ufficio a Campagnatico: 10 mesi a costruttore, direttore lavori e dirigente comunale. Assolto l’istruttore

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CAMPAGNATICO. Tre condanne per l'iter di una pratica che aveva comportato il rilascio di un falso permesso - il 41 del 2006 - per la realizzazione di un complesso edilizio in località Casino di Campagnatico, in violazione delle norme vigenti. Il collegio (Muscogiuri presidente, Compagnucci, Stramenga) ha condannato per abuso d'ufficio a 10 mesi e 20 giorni (pena sospesa e non menzione) il costruttore Cesare Puliti (Edilprogresso), il direttore dei lavori Michele Bellini, l'allora responsabile dell'ufficio tecnico Lorenzo Racioppi. Tutti sono stati interdetti dai pubblici uffici per la durata della pena. Dall'accusa di truffa è stato assolto Racioppi come anche Roberto Serafini, istruttore comunale: il fatto non sussiste. Serafini è stato prosciolto anche dall'accusa di abuso di ufficio, per non aver commesso il fatto. La truffa concerneva lo scorporo ritenuto abusivo di somme dovute in relazione al permesso (un danno per il Comune calcolato in 62mila euro).

Il sostituto procuratore Stefano Pizza aveva chiesto 1 anno e 10 mesi per l'abuso di ufficio contestato a Puliti, Racioppi e Bellini, contestando anche le aggravanti. Aveva sollecitato per Racioppi l'interdizione dai pubblici uffici e dalla professione e per Puliti e Bellini (che avrebbero ricevuto un vantaggio patrimoniale indebito) anche dalla professione. E aveva infine sollecitato il proscioglimento per il reato di truffa contestato ai soli Racioppi e Serafini. Secondo il pm andava dichiarata la falsità del permesso per costruire in variante e il sequestro preventivo (2008, guardia di finanza) andava trasformato in confisca. Assoluzione invece per la truffa: il fatto non sussiste. Il pm aveva sostenuto l'esistenza del dolo per quel «fienile aperto su due lati magicamente trasformato in un progetto per 16 villette, in parte realizzato»; quando la Dia era diventata un permesso per costruire, ha aggiunto, erano state volontariamente escluse le norme di salvaguardia che avrebbero consentito la costruzione solo di tre appartamenti.

Le difese avevano obiettato innanzi tutto che non si tratta di 16 villette ma di sedici appartamenti in tre blocchi. Luciano Giorgi (per Racioppi) aveva sostenuto la piena validità della Dia, fugando ogni dubbio sulla presunta sospetta celerità di approvazione di un iter di variante complesso («Ci ha messo solo quattro giorni? Ha fatto solo il suo dovere. C'era solo una distribuzione diversa rispetto alla Dia»). Ha ricordato che Racioppi attende ancora il fine indagini dopo 6 anni e 4 mesi per una vicenda strettamente connessa.

Anche Carlo Valle (per Serafini e Puliti) e Alessandro Oneto (per Bellini) avevano sottolineato che alla base dell'imputazione c'è un complesso di presupposti che sono caduti mano mano: la lottizzazione abusiva oggetto di un procedimento separato è in Cassazione e la sentenza non è ancora diventata definitiva, per il falso c'è una richiesta di assoluzione. Pizza aveva tra l’altro replicato che in primo grado e in appello la Dia viene definita «non in vigore» per vari aspetti.

Prima di requisitoria e arringhe il collegio aveva dichiarato inammissibili, accogliendo le osservazioni difensive, le intercettazioni provenienti da altro fascicolo (il 2151 del 2007 - madre/padre di tutte le inchieste su Campagnatico): «Un'escamotage - aveva protestato l'avvocato Valle - Non va bene. E poi in queste non vi si parla mai della lottizzazione del Casino».

I difensori prennunciano appello già prima di leggere le motivazioni (deposito entro il 20 luglio), anche se il reato verrà dichiarato prescritto poco dopo: a novembre 2014.

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