Sicurezza
Sulle farmacie il futuro non è chiaro
GROSSETO. E Farmacie comunali riunite spa? Ecco, bella domanda. Nel caos delle cessioni di quote societarie non può mancare un accenno alla presenza più ingombrante. Qui, a differenza di tutto il...
GROSSETO. E Farmacie comunali riunite spa? Ecco, bella domanda. Nel caos delle cessioni di quote societarie non può mancare un accenno alla presenza più ingombrante. Qui, a differenza di tutto il resto, il Comune non è socio di minoranza, bensì di maggioranza, con il 50,6 per cento.
Insomma, l’ente può assumere la parte del leone e decidere davvero il destino di tutto il convoglio. La scelta di cedere o meno può trascinare a sé (o far evaporare) una vagonata di quattrini. Sempre che si trovi un acquirente pronto a sborsare denari. Va poi considerato che le farmacie sono un servizio pubblico ed ecco quindi tutte le polemiche e i ricorsi (persi) di Sel e Movimento 5 Stelle. Grillini che ora si stanno muovendo per un altro referendum, un atto in cui i grossetani possano scegliere se vogliono o no che le farmacie diventino private. È per tutte queste ragioni che, dopo la prima asta andata deserta, in piazza del Duomo 1 si ragiona sì ancora sulla vendita (magari a “spezzatino” con qualche farmacia coinvolta e altre no), ma i toni sono più morbidi. «Di sicuro devono funzionare meglio» ha detto ieri Bonifazi senza troppo sbilanciarsi sulle scelte future. (m.b.)
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