La manifestazione
Aliquota alta e la Tasi è una stangata
Proteste fra i cittadini, molti pagheranno più della vecchia Imu. Giunta sotto accusa
GAVORRANO. Sono arrivati nelle cassette della posta i primi avvisi di pagamento della Tasi a Gavorrano e quando la gente le ha aperte ha strabuzzato gli occhi. Il sindaco Elisabetta Iacomelli del resto lo aveva anticipato che le scelte del governo, che ha voluto questa imposta, sarebbero ricadute sulle tasche dei cittadini, ma nessuno si spettava qualcosa di simile.
«Da zero a duecentosedici euro – dice un gavorranese – E non ho nemmeno l’illuminazione davanti casa e non c è alcun provvedimento che la preveda». La polemica si fa più aspra nel comune minerario perché se la Tasi (tassa dei servizi indivisibili che ha sostituito l’Imu) è una scelta piovuta da Roma, le aliquote da assegnare sono state concordate dalla giunta. Ed è su questo punto che incalza l’opposizione. «L’amministrazione Iacomelli ha deciso di applicare l’altissima aliquota del 2,5 per mille, e questo significa che i cittadini di Gavorrano pagheranno un conto molto salato – spiega il capogruppo Antonio Melillo – Pochi giorni fa infatti Banca d’Italia ha confermato come nei Comuni in cui si applicherà tale aliquota si arriverà a pagare il 60 per cento in più di quello che si versava per l’Imu».
Il calcolo sta in questi termini: benché l’Imu fosse al 4 per mille mentre la Tasi al 2,5, nel nuovo regime tributario non sono previste detrazioni. Fino ad oggi invece esisteva uno “sconto” di 50 euro per ogni figlio e di 200 per la prima casa. Prima però, da oggi si paga per intero. «Ora questa giunta ha deciso di non prevedere alcuna detrazione né sui figli a carico né sulla prima casa», continua il capogruppo. E dei riscontri la popolazione li ha già avuti. «L’aliquota è la più alta e la cosa non mi piace mica tanto» dice un altro gavorranese. Iacomelli ha sì annunciato che saranno verificate possibilità di rateizzazione, ma al momento è ancora tutto fermo ai box. Secondo Melillo, poi, era possibile per l’amministrazione muoversi in un altro modo e il suo gruppo infatti si è astenuto al momento dell’approvazione delle aliquote. «Abbiamo messo in evidenza l’esistenza di un range di azione nella previsione di aliquote diversificate, visto che tra circa ottomila Comuni sono stati previsti settantacinquemila tipi di Tasi».
Una batosta che riguarda tutti, nessuno escluso. La speranza a Gavorrano adesso è che questi soldi possano tornare indietro in qualche modo. «La Tasi mi è costata 62 euro in più rispetto all’Imu – dice una gavorranese – Se la mia via sarà dotata di illuminazione, se i vigili sgombereranno gli zingari che dormono in piazza o i cretini che ci fanno le corse di notte e la pineta del parco sarà tenuta in maniera decente dirò che è stato un tributo oneroso ma utile».
Alfredo Faetti
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