La manifestazione
Accusati di falso per la caldaia
Due anziani rimasero intossicati, manutentori sotto processo
GROSSETO. Erano rimasti intossicati in tre: non in modo grave ma da quel giorno la signora era dovuta ricorrere a cure e apparecchi per il cuore. Ed erano stati sottoposti a ossigenoterapia anche l’infermiere e il medico intervenuti (due volte) per i soccorsi. Un problema presumibilmente attribuibile al funzionamento della caldaia. Per quell’episodio, avvenuto il 18 dicembre 2010, la Procura ha citato a giudizio gli addetti alla manutenzione. Non per lesioni colpose ma per il falso ideologico in certificazioni commesso da incaricato di pubblico servizio: secondo l’accusa, in quattro, tra il 2006 e il 2010, avrebbero attestato che la caldaia Beretta Idra 201 funzionava in sicurezza mentre sarebbero state mancanti le prese d’aria. L’appartamento, in via Lago di Como, è della famiglia Ghiribelli. La caldaia era in cucina.
Simone Tortelli, Roberto Tortelli, Fabio Burresi e Paolo Pisani (difesa Monticini) sono imputati nel processo che ieri ha visto l’audizione delle parti offese (costitute con gli avvocati Montesano e Diotallevi) e dei testimoni. «Quel giorno vidi mia madre Graziella che non stava bene - ha detto tra l’altro Rosanna Ghiribelli - Si era appoggiata sul tavolo dopo aver lamentato nausea. Aveva gli occhi sbarrati». Così venne chiamato il 118, che portò l’anziana donna in ospedale. L’equipaggio poco dopo venne di nuovo chiamato nello stesso appartamento, per il padre Vittorio (vomito). Anche la figlia andò in ospedale. A quel punto, come ricostruito dall’infermiere e dal medico, l’equipaggio sospettò la fuga di gas e ai sanitari del pronto soccorso venne suggerito di fare l’emogas; furono chiamati i vigili del fuoco.
Interrotto il rapporto fiduciario con i manutentori della Tecno 3, che durava da tempo, la famiglia Ghiribelli aveva fatto cambiare la caldaia. Pochi giorni prima dell’episodio aveva chiesto un preventivo: l’addetto, chiamato a testimoniare, ha spiegato che l’ambiente non era sufficientemente aerato e che dunque o la caldaia o il locale non erano idonei. Anche se la famiglia ha spiegato di aver sentito cattivi odori nei giorni precedenti, non c’erano fughe di gas, come ha ricostruito un giovane tecnico che aveva usato il micromanometro e la schiuma (il monossido non dà odori). «Nei verbali di controllo 2004 e 2005 ci sono raccomandazioni scritte a praticare un foro perché non c’era sufficiente aerazione», ha fatto notare l’avvocato Monticini. «Mai ricevuto raccomandazioni verbali - ha replicato Rosanna - Se era una cosa seria, perché non mi era stato detto a voce?».(p.s.)
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