La manifestazione
Pitigliano, riaffiora l’antico muraglione
PITIGLIANO. Lo chiamavano il “muraglione” a causa della sua imponenza: un ciclopico sbarramento sul Fiora, nel territorio di Pitigliano, una specie di diga funzionale a convogliare le acque verso le...
PITIGLIANO. Lo chiamavano il “muraglione” a causa della sua imponenza: un ciclopico sbarramento sul Fiora, nel territorio di Pitigliano, una specie di diga funzionale a convogliare le acque verso le pale di una antico mulino. Fino agli inizi degli anni ’60 alcune parti della struttura riaffioravano del letto del fiume, a seconda dell’andamento delle piene stagionali, poi più nulla: il Fiora sembrava averla avuta vinta sulla muraglia che per oltre un secolo aveva osato ostacolare il corso delle sue acque. E invece no.
Alcuni giorni fa, sulla sinistra idrografica, è stato individuato l’ultimo baluardo del Muraglione con la pietra in cui è riportata la data della sua costruzione: 1836. Il luogo di riferimento è la valle della Petrucciola, ai limiti dei Pratacci, dirimpetto a valle Culaccia.
Il ricercatore locale Marcello Giusti, i cui nonni avevano dei terreni nella zona, ricorda bene l’antica struttura. «I nonni paterno e materno – dice Giusti – erano rispettivamente proprietari dei Pratacci e del Castello dell’Aquila, perciò ho potuto vedere in tenerissima età il muraglione. Era divertente osservare i pesci che “volando” superavano tale barriera. L’opera muraria incanalava l’acqua verso la “bocca” di ripresa sulla riva destra del Fiora, verso il Guinzone. Da lì partiva un capace canale a cielo aperto che lambiva la scarpata della strada 74 e, dopo la Valle del maestro Detti e un percorso di quasi due chilometri, si gettava contro le pale della turbina di un mulino. La zona servita dal mulino era ampia ma oggi se ne sono perse le tracce».
Antonello Carrucoli
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