Il dolore
Immigrazione clandestina, Confesercenti è parte civile
GROSSETO. Il Tribunale ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile di Confesercenti - attraverso una propria società - nei confronti del principale imputato del processo per la presunta...
GROSSETO. Il Tribunale ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile di Confesercenti - attraverso una propria società - nei confronti del principale imputato del processo per la presunta immigrazione clandestina risalente al periodo 2010-2011 (la cosidetta operazione “Caccia” dei carabinieri). L’associazione, rappresentata dall’avvocato Luciano Giorgi, si è costituita soltanto nei confronti di Marcello Moretti e non anche contro gli altri 12 imputati: i giudici hanno ritenuto tempestiva e legittima la costituzione. Il difensore di Moretti, Massimiliano Arcioni, aveva invece sostenuto che i termini erano scaduti all’udienza precedente, che Confesercenti non è né parte offesa né soggetto danneggiato, che non erano precisati i reati per i quali vi era richiesta di costituzione e che comunque Moretti avrebbe messo in atto le condotte dopo il suo pensionamento da Confesercenti, non potendosi ritenere sufficiente la «campagna giornalistica» scatenata dall’inchiesta. Il pm Laura D’Amelio ha ribattuto che Moretti utilizzava una password di Confesercenti per l’iter e che una parte dell’attività oggetto di contestazione era avvenuta quando l’uomo era ancora al lavoro. E Giorgi ha ricordato che Moretti avrebbe «strumentalizzato l’ufficio» per i propri fini.
Il collegio ha inoltre escluso dal fascicolo sia le testimonianze sia le ordinanze di misure cautelari a suo tempo eseguite (e ora esaurite). Poiché è stato necessario correggere il capo di imputazione in due parti per errori materiali, i giudici hanno disposto la nuova notifica a Moretti e hanno così aggiornato il processo: la prossima udienza (sempre destinata all’esame delle questioni preliminari) si terrà l’11 novembre.
(p.s.)
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