Sicurezza
Liberalizzazioni, muro contro muro
Associazioni dell’artigianato e assessorato al commercio divisi sugli orari e delle attività e sulle norme
GROSSETO. Liberalizzazioni, è scontro tra associazioni e assessorato al commercio. Ieri mattina i vertici di Confartigianato e Cna hanno incontrato l’assessore al commercio Emanuel Cerciello. Una discussione attesa da qualche mese. Da un lato chi chiede tutele per parrucchieri ed estetisti, spolpati dalla crisi, dalle tasse e dall’arrembaggio di un’accesa concorrenza; dall’altro chi tira dritto e interpreta le norme nazionali che liberalizzano il commercio come valide anche per l’artigianato.
Il ricorso alla presidenza della Repubblica da parte degli artigiani è sempre più vicino. Tutto nasce da due decreti, il Salva Italia (Berlusconi) e il Cresci Italia (Monti). In quelle pagine scritte (almeno così doveva essere) per risollevare le sorti del Belpaese, crollano tutti i vincoli su commercio e (almeno secondo il Comune) artigianato: chiunque può stare aperto sempre, 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Un “tana libero tutti” che schianta le polemiche e le divergenze d’opinione scoppiate negli ultimi anni tra piccola e grande impresa.
È la fine della “guerra delle domeniche”. Ma è l’inizio della “guerra dell’artigianato”. La parola d’ordine in piazza del Duomo è liberalizzare. Un percorso intrapreso già nel 2013. L’ordinanza che fa andare su tutte le furie Cna e Confartigianato arriva a inizio 2014: il sindaco annulla la sua precedente disposizione, che fissava paletti precisi in ambito artigianale, e liberalizza pure l’attività di parrucchieri ed estetisti.
La reazione delle associazioni è rabbiosa e si sfiora il ricorso al Tar. Poi però la scelta è quella di trattare. Ecco che si arriva all’incontro di ieri mattina. Ma dalla tanto attesa riunione non arrivano buone notizie.
Confartigianato e Cna chiedono una delibera che garantisca un giorno di riposo settimanale e un atto che eviti le aperture selvagge. L’obiettivo è ottenere una forbice oraria accettabile. Ma l’assessore cala il due di picche allunga alle due associazioni due “sberle” senza appello. Poi, però, arriva anche la carezza.
I direttori di Cna e Confartigianato, Renzo Alessandri e Mauro Ciani, chiedono maggiori controlli su qualità dei prodotti e rispetto delle norme a garanzia del lavoro (come la presenza del responsabile tecnico). Ed è qui che Cerciello non può che dirsi concorde. Per il resto la replica dell’assessore non soddisfa le associazioni. E le reazioni a caldo non sono per nulla leggere.
«Quella di Cerciello è una rigidità incomprensibile. Nel resto d’Italia – dice Alessandri – non ci si è subito uniformati a questa norma. E in provincia solo Grosseto ha avuto questo atteggiamento. Dovesse rimanere tutto com’è non escludiamo il ricorso al presidente della Repubblica». E ancora: «Una parrucchiera di 50 anni non ce la può fare a reggere. Così si spinge la gente verso la chiusura dell'attività».
Sulla stessa linea Ciani, che domanda: «Come mai solo a Grosseto o poco più si va verso una totale deregolamentazione?». Per il direttore Confartigianato è incomprensibile come il Comune abbia scelto di passare da un’enorme pressione di regole a una completa libertà. Ecco perché sbotta: «Passaggi del genere vanno governati a dovere, altrimenti si rischia l’abbandono della professione e l’incremento dei licenziamenti».
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