Il Tirreno

Grosseto

Chiusa dopo 27 anni la pratica della Pieve

Chiusa dopo 27 anni la pratica della Pieve

Falsi proprietari dei terreni e altri intoppi burocratici: ora l’area artigianale può partire

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SCARLINO. Non è stato un affare semplice da chiudere. Non tanto per i punti sull’accordo, quanto sulla sincerità dei partecipanti. Ma in ogni caso è arrivato a conclusione. Stiamo parlando della lottizzazione della Pieve, a Scarlino, ideata nel 1987 e pronta a concludersi soltanto oggi.

E questa volta non c’entra la burocrazia (o almeno non solo quella) nei tempi biblici di questa operazione, bensì il fatto che quando Comune e privati sono arrivati a firmare i documenti, è venuto fuori che alcuni soggetti che si erano dichiarati proprietari dei terreni, in realtà non possedevano nulla in quel lembo di terra. Così è stato necessario rettificare tutte le carte, allungando i tempi.

La delibera con cui viene approvata la lottizzazione della zona artigianale della Pieve è datata 1987, ma l’inghippo arriverà solo vent’anni dopo. Tutto il periodo precedente è stato occupato nel mettere in piedi questa maxi operazione, tra opere pubbliche previste, frazionamenti catastali, varianti e così via. Un progetto non da poco, visto che riguarda diversi ettari e che c’è da stabilire con precisione i limiti di strade pubbliche e altri dettagli. Alla fine, comunque, nelle intenzioni dell’accordo c’è quello di ripartire i terreni tra privati e Comune, così da dare il via a una nuova area artigianale. In questo senso, nel 2008, l’amministrazione e il Consorzio La Pieve arrivano davanti a un notaio per mettere nero su bianco i dettagli per la cessione a titolo gratuito di alcuni lotti. Solo che in questo atto risultano proprietari di terreni persone che in realtà non hanno nulla a che fare con La Pieve. La questione si fa ancora più intrigata quando viene fuori che i reali proprietari hanno venduto a suo tempo questi terreni a terzi. Scatta così la ricerca dei nuovi titolari che a ragion veduta devono rientrare nella convezione appena stipulata. Intanto però vanno avanti anche gli iter amministrativi sulle opere pubbliche da mettere in piedi, che prendono il via nel 2009. L’idea è quella di realizzare strade, parcheggi e aree verdi.

Fortuna per il Comune che quando vengono rintracciati i veri proprietari dei terreni, questi non si oppongano a quanto previsto dalla convenzione. A questo punto è bastato rettificare i documenti, scambiando i nomi sbagliati con quelli giusti, e la pratica è potuta arrivare alla sua conclusione.(a.f.)

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