Sicurezza
«Centoquindici euro per due carie»
Il medico non avrebbe avvertito la donna dei costi aggiuntivi: verifica dell’Asl
GROSSETO. Una donna con tre figli e un reddito che non basta per rivolgersi a un dentista privato e che, per curarsi due carie, ha deciso di andare all’ambulatorio di Ortodonzia in via don Minzoni. Dove il conto, però, alla fine è risultato salato.
È successo ieri mattina, quando la donna si è recata con la richiesta di prima visita all'ambulatorio dove ha pagato 22 euro di ticket. E fin qui è stato tutto nella norma. «Al momento del colloquio con il dottore ho chiarito che era la prima volta e quindi avrei voluto avere tutte le informazioni del caso, anche perché purtroppo - spiega - se ci si rivolge all’Asl è perché in questo periodo di crisi andare da un privato è proibitivo». Il medico ha controllato la bocca della signora e ha trovato due carie. «Mi ha subito proposto di curarle - dice - ma solo dopo mi ha detto che a quel punto avrei dovuto pagare un altro ticket per il servizio aggiuntivo». E il conto è stato salato: 115 euro. « «Al Cup ho fatto notare l'accaduto e addirittura mi è stato detto che non c'è soglia ma che avrei dovuto pagare l'intera quota di prestazione - aggiunge - quando io credevo che era compreso nel pagamento del ticket prima visita». Una situazione, questa, che ha messo in difficoltà la donna e che è stata presa subito in carico dall’Asl. «Sulla base di quanto ha riferito la signora - spiega la direzione sanitaria - evidentemente c'è stato un difetto di comunicazione medico-paziente; per cui non era adeguatamente informata che, oltre al ticket già pagato per la prima visita odontoiatrica, avrebbe dovuto provvedere a un ulteriore pagamento per l'otturazione della carie». È la normativa vigente, infatti, a stabilire che nel caso dell'odontoiatria ambulatoriale, le prestazioni di secondo e terzo livello (otturazioni, impianti, protesi, ecc) sono soggette al pagamento per intero, non del solo ticket.
«Ci scusiamo con la paziente per il disagio e comprendiamo il suo disappunto - continua la nota dell’Asl - verificheremo quanto è accaduto, che la cifra pagata sia effettivamente quella dovuta e che non ci siano stati errori. In caso contrario, provvederemo a restituire la somma eventualmente versata in eccedenza».(f.g.)
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