Il dolore
Addio Ilda Tonelli, “madre” dell’Amiata
La titolare dell’osteria di Begname si è spenta a 90 anni. Donna energica e montagnola doc, era il simbolo della comunità
CASTEL DEL PIANO. Se ne va l’ultimo vero simbolo al femminile della vecchia Amiata. È morta a 90 anni, all’ospedale di Castel del Piano, la “madre di tutti”, la mitica Ilda Tonelli, la “regina” di Begname, quella che, all’incrocio della provinciale che a Case Rosse di Arcidosso si biforca per andare a Castel del Piano e Montelaterone, ha gestito per decine di anni e fino a pochissimo tempo fa, un’osteria sui generis, dove non solo si beveva vino, ma che faceva da bar, da generi alimentari, da ristorante, da piccolo emporio.
Un posto notissimo a tutta l’Amiata, ma anche ai grossetani e ai senesi per i quali la tappa da Ilda di Begname è sempre stato un rito, perché lì puoi mangiare e bere ma anche trovare oggetti di ogni tipo, alimentari e non. Ma non solo oggetti.
Lì respiri l’ospitalità alla maniera antica, quella che ti fa sentire subito a casa. I montelateronesi in particolare l’adoravano, perché quello di Begname è l’unico negozio rimasto aperto a servizio della frazione e delle borgate circostanti. Ma soprattutto tutti adoravano lei, allegra e cordiale, innamorata del suo Montelaterone dove era nata e ai piedi del quale aveva sempre voluto restare col marito Santi e le figlie Fiorella e Simonetta.
Una donna energica e montagnola verace, che aveva lavorato anche alla fornace, a due passi dall’attuale bar, dove si cuocevano i sassi per fare la calcina. Ma non solo. Da quando aveva 13 anni, Ilda aveva cominciato a lavorare, quando la strada era ancora un viottolo e lì agli abbeveratoi si fermavano le file di somari per riposarsi.
Ilda ha fatto di tutto nella vita ed era una straordinaria norcina e i suoi piatti tradizionali avevano il tocco inconfondibile di una grande massaia. «Ho cominciato con un bicchiere, una forchetta e un coltello e qualche fiasco di vino», diceva. Giuseppe Sesti, proprietario del castello di Argiano, che abitava, un tempo, vicino a lei, la definisce così: «È l’unica donna montagnola ruspante che ha fatto immagine dell’Amiata. Era la mamma di tutti e quando è stata ricoverata all’ospedale, l’andavano a trovare moltissimi extracomunitari e la chiamavano mamma. Avevano intuito subito, anche loro, come tutti noi, la sua grande generosità e il suo cuore. Una piccola donna che è diventata, senza volerlo, solo con la sua semplicità e abilità, simbolo della montagna».
Il gruppo dei Pennati pe’ canta’ la considerava la sua mascotte e per lei aveva cantato uno specialissimo canto del maggio appena quindici giorni fa. Tantissimi l’hanno salutata all’obitorio di Castel del Piano e gli amici stretti le lasciano il loro pensiero.
«Con immenso dolore i clienti del bar, i Pennati pe’ canta’, la Pro loco Montelaterone salutano la mitica Ilda di Begname che ci lascia dopo anni di piacevole compagnia. Ciao Ilda!!».
I funerali di Ilda Tonelli si sono svolti martedì mattina a Montelaterone.
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