Attenzione
«Valentina moriva comunque»
Polemica su twitter tra la sorella della ragazza e un medico dell’ospedale di Orbetello, che poi si scusa
ORBETELLO. Corrono sul web le polemiche per la richiesta di archiviazione della posizione dei dieci sanitari indagati per la morte di Valentina Col, morta a 17 all’ospedale di Orbetello. A colpi di tweet e di dichiarazioni alla stampa. Da una parte Martina, la sorella della ragazza, che si lamenta per la posizione della Procura che, sulla scorta della consulenza affidata al professor Vittorio Fineschi, non ravvisa elementi a carico di chi la ebbe in cura nell’agosto dell’anno scorso. Dall’altra un utente, @pasettino, che viene individuato come anestesista dell’ospedale lagunare, estraneo alle indagini, che replica: «Ma quale ingiustizia? Si potrebbe ripetere 20 volte il percorso. In 20 ospedali diversi. Valentina muore sempre».
Parole potenzialmente offensive. Del caso ha parlato ieri Il Messaggero e la Asl in serata è intervenuta dichiarando che, in attesa di approfondimenti, «prende le distanze da queste affermazioni che potrebbero essere lesive dell'immagine della Asl stessa e della professionalità dei medici che vi prestano servizio».
«Ingiustizia». Il post di Martina su Twitter è della mattina del 25 maggio. Oltre a lamentarsi, la ragazza pubblica un’intervista al Tg3 in cui i genitori, Massimiliano e Francesca, chiedono di sapere la verità. @pasettino (che dovrebbe corrispondere a Giovanni Stefano Pasetti) replica: «Ma quanto è potente la tua famiglia? Mi spiace ma non vedo ragione per questo accanimento con osp di Orbetello». Martina di rimando: «È l'ingiustizia, il dolore e l'amore dei propri cari a rendere potenti, altro che famiglia». Altri scambi, in cui si inserisce anche una certa @Dottorina1, cui @pasettino replica: «relazione ministeriale non dice nulla... solo che i piccoli ospedali devono essere chiusi... PREGIUDIZIO». Martina scrive di trovarsi di fronte a «un medico che utilizza linguaggio attinente a principi di prudenza, diligenza, perizia».
«Questo mestiere lo fate voi?» E di nuovo lui: «Se non si può morire per tep (embolia polmonare, ndr) massiva questo mestiere ve lo fate voi... ok? Valentina è morta. Punto. AMEN». E poco dopo: «Nessuno travolge la prudenza, la diligenza, la perizia. IN OSPEDALE SI PUÒ MORIRE». Martina di rimando: «Ah, capisco tutto! Sei un anestesista di Orbetello!»
«Sentiamo la scemenza...». Pasetti replica: «Sentiamo la scemenza, su... quella povera ragazza moriva anche nel policlinico di Milano dove sono cresciuto e lavorato 20 anni... MORTA SEMPRE E CMQ».
«Assenza di sensibilità». Sentita da Il Messaggero, così dice Francesca Farchi, la mamma, a proposito dello scambio di twitt: «Gli insulti non sono troppo pesanti ma dimostrano l’assenza totale di sensibilità nei confronti di una ragazza che neanche un anno fa ha perso la sorella e che giustamente vuole avere risposte di fronte al vuoto in cui si è ritrovata». La famiglia si è opposta alla richiesta di archiviazione sulla base soprattutto sulla base di quanto sostenuto dalla relazione degli ispettori ministeriali: il giudice deve decidere se accogliere o no l’archiviazione. Sempre su Twitter, le parole di @pasettino hanno suscitato indignazione.
«Asl vicina alla famiglia». Ieri sera la nota della Asl 9, in cui, tra l’altro, l’azienda si dice «addolorata e sconcertata, anche se dobbiamo mantenere la riserva sull'autenticità dei tweet, su cui sarà possibile pronunciarsi solo in un momento successivo al termine delle verifiche, peraltro già avviate». E ancora: «In tutta questa dolorosa vicenda, l'Azienda ha sempre mantenuto un atteggiamento di massima collaborazione verso la magistratura, di vicinanza alla famiglia per l'immenso dolore che l'ha colpita, di continua verifica della correttezza dell'operato dei medici che hanno assistito Valentina Col, nell'interesse dei cittadini utenti e a tutela dell'immagine della sanità pubblica locale. Quanto accaduto oggi, purtroppo, non rende giustizia del lavoro e della professionalità con cui i nostri operatori sanitari prestano ogni giorno servizio nell'assistenza ai pazienti».
Le scuse di pasettino. Nel pomeriggio di ieri, nuovo tweet di @pasettino: «scopro che sono su tutti i giornali e scopro che, nonostante differente cognome (Martina si chiama Carone e tale è sul social network, ndr), è la sorella della povera Vale. Mi scuso...»
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