Il dolore
Un parco botanico creato dai cittadini
Dritti alla meta avevano chiamato a raccolta i volontari e ha funzionato: sul bastione del Cinghialino rinasce un polmone verde
Vanghe alla mano, un fiume di buona volontà e di energia positiva, ieri mattina (domenica) un gruppo di volontari grossetani ha aggiunto un altro tassello alla riqualificazione delle mura cittadine, avviando, com’era in programma da giorni, il piccolo parco botanico del Cinghialino. Un mini polmone verde che “fa da antipasto” a quello più esteso in arrivo via Saffi, al bastione Maiano; era presente il sindaco Emilio Bonifazi.
«È un altro mattoncino per migliorare la nostra città», scrive su Fb l’associazione Dritti alla meta, che giorni fa ha chiamato a raccolta i grossetani lanciando un piccolo appello («Cerchiamo volontari, contattateci per saperne di più: drittiallameta.grosseto@gmail.com oppure Dritti alla Meta su Facebook»). Ieri una ventina di persone ha risposto portandosi gli attrezzi da casa. C’è chi ha regalato piantine, altri sono arrivati col terriccio. Poi tutti a lavoro a pulire, a buttar via la terra vecchia e a mettere quella nuova. A far rinascere l’antico “semenzaio” che esisteva proprio qui, al Cinghialino, parecchi anni fa.
A capitanare il tutto era Fernando Bruno, l’anima del gruppo; accanto a lui Massimo Reali, medico; e Donatella Guerriero, sorridente e decisa. Nicola Giusti, che ha realizzato i due progetti del piccolo e del grande parco botanico, si è dato da fare tutta la mattina, accanto a Francesco Ferretti, presidente della cooperativa La Gerbera, che non fa che regalare tempo, lavoro e piantine. Mario Vegni, un ex giardiniere del Comune che aveva in gestione proprio l’area del Cinghialino, è arrivato con una foto del tempo che fu. «Sono contento perché è arrivata gente molto propositiva e in gamba - dice Fernando - E perché è di nuovo successo che noi diciamo una cosa, e accade per davvero».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
