Sicurezza
Balestro a Cittanuova Ma è festa triste, morto Roberto Bertella
La scomparsa del padre del capitano di Cittavecchia arriva proprio durante la sfida, e la piazza ammutolisce
MASSA MARITTIMA. Una sfida giocata sul filo del rasoio, che ha tenuto con il fiato sospeso tutta Massa Marittima. Servirà l’occhio vigile dei controllori e diversi minuti per stabilire quale freccia è più vicina al centro preciso del corniolo, ma alla fine il verdetto arriva. Il 112º Balestro del Girifalco va a Cittanuova grazie a Francesco Manetti, che ha segnato la vittoria con il primo tiro. Secondo classificato Borgo e terzo Cittavecchia, esattamente com’era nell’ordine di tiro.
Ma la festa biancorossa e di tutta Massa è rimasta con toni molto bassi, visto che proprio durante la manifestazione è arrivata in piazza la notizia della morte del padre di Walter Bertella, capitano del Terziere di Cittavecchia. Un amico di tutti, da tempo alle prese con una malattia. Sono seguiti trenta minuti di silenzio assoluto, per abbracciare il capitano bianconero. Il Balestro poi è andato avanti comunque, ma senza cori né tutta l’atmosfera che ne fa l’evento simbolo della città.
Brutte notizie a parte, la sfida è stata di quelle da togliere il fiato. La piazza inizia a riempirsi già a metà pomeriggio. I gradini del duomo di San Cerbone sono pieni di giovani tifosi che si lanciano cori e sfottò. I fazzoletti dei Terzieri brillano con i loro colori sotto il sole che ha accompagnato questa 112º edizione della più antica tradizione massetana. Per le vie medievali è un via vai di visitatori e c’è entusiasmo nell’aria. Almeno fino a poco dopo le 17, quando il corteo storico scende da quella che fu piazza dell’Orologio e s’incammina verso il centro, dando il preludio della sfida.
Il primo a salire è proprio Francesco Manetti. Accanto a lui c’è il padre Sandro, che tirerà per secondo del suo Terziere, impegnato a posizionargli la balestra con cura sulla spalla. Scocca il dardo e finisce leggermente sotto il tondino nero del corniolo, che segna il centro preciso. L’esultanza biancorossa resta strozzata in gola, vista quella ditata nera nel centro che lascia aperta la strada agli avversari. Ci prova subito Borgo ad andare in vantaggio con Filippo Costagli, ma anche lui va fuori di un niente, pur classificandosi secondo in questa edizione. È il turno allora di Cittavecchia con Vagnetti, ma nulla. Per il Terziere bianconero, serve aspettare il quarto tiratore per avere una botta di orgoglio: è Filippo Mori, che riuscirà a salire sul terzo gradino del podio. La sfida entra nel vivo, ma intorno alle 19, quando ci sono ancora una decina di frecce da scoccare, in realtà finisce. È questo il momento in cui arriva la notizia della scomparsa di Roberto, padre del capitano di Cittavecchia. Su piazza Garibaldi scende un silenzio surreale e passano trenta minuti per poter riprendere la gara, anche se non è più la stessa cosa. Quando tutte e ventiquattro i dardi sono stati scoccati dal cavalletto, la giuria si ritira e inizia a fare i conti. Questione di millimetri, ma alla fine il dardo che ha fatto la differenza è quello biancorosso di Manetti. I festeggiamenti di Cittanuova però non vanno in scena in piazza, come sempre, ma vengono portati nelle logge del proprio Terziere, per rispetto a Bertella. Perché il Balestro è questo: sfottò nella sfida, un solo cuore nella tradizione.
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