Sicurezza
Palombaro addio Tra pochi giorni arrivano le ruspe
Il primo cittadino Cerulli annuncia la demolizione alle porte La ditta incaricata arriva da Afragola: costo 93mila euro
PORTO SANTO STEFANO. Stavolta, dopo i lunghi tempi della burocrazia e delle procedure necessarie, sembra che le ruspe arrivino davvero, e presto. Addio vecchio Palombaro, ristorante unico nella sua struttura su palafitte che sembra incarnare l’evoluzione della società nell’ultimo mezzo secolo: dal benessere degli anni ’60 alla crisi del secondo decennio del 2000.
«La prossima settimana si dovrebbe iniziare ad abbattere il Palombaro». Con questa frase postata sul suo profilo Facebook, il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, dà l’addio definitivo al ristorante che da mezzo secolo si distingue da tutti gli altri per quel suo ergersi sul palafitte di ferro, direttamente sul mare.
E subito scatena un lungo elenco di commenti che dimostrano, se mai ce ne fosse stato ulteriore bisogno, quanto i santostefanesi siano spaccati in due da questo smantellamento. Che in molti vedono come una sorta di cancellazione di una parte della memoria storica del paese, dai primi anni del boom economico, via via fino ai giorni nostri. Già, gli ultimi tempi.
Quella struttura che doveva far più bello il lungomare dei Navigatori, era diventata antiestetica ma, soprattutto, pericolosa a causa di possibili cedimenti.
Lo aveva rilevato cinque anni fa l'Ufficio Circondariale Marittimo e lo avevano confermato le perizie tecniche del Comune. E allora perché non demolirlo? Perché non riconsegnare alla popolazione la spiaggia della Marinella nel suo stato primitivo?
Su questa tesi, il primo cittadino Cerulli e la sua maggioranza sono andati avanti come arieti. Hanno affrontato i ricorsi della proprietà, hanno proseguito consapevoli di sostenere una scelta che poteva essere impopolare e deleteria nella campagna elettorale del 2013. Fino alla svolta dell'ultimo mese e mezzo.
Il Comune fa redigere all'architetto Ernesta Pisapia il progetto definitivo- esecutivo per un costo di 120mila euro, lo approva e procede alla gara di appalto fra cinque ditte individuate sulla base di una indagine di mercato.
Vince chi pratica il maggior ribasso, ovvero la ditta Romanucci di Afragola (Napoli) con un ribasso del 32.12%.
I lavori costeranno adesso 93.476,46 euro, Iva e oneri per la sicurezza compresi.
Cifra che l’amministrazione di Monte Argentario impegna su più capitoli del bilancio.
Tutto pronto per far partire la ruspe? Non proprio, tanto che il sindaco Cerulli non comunica ancora la data precisa dell'inizio dello smantellamento.
L’aggiudicazione è infatti provvisoria e, per renderla definitiva, occorre accertare la sussistenza di tutti i requisiti da parte dell'impresa partenopea. Ma dovrebbe trattarsi dell’ultima formalità, dopodiché, prima che entri nel vivo la stagione balneare, il profilo della Marinella, senza il Palombaro tornerà quello di una volta.
E tanti continueranno a rimpiangere il ristorante sulle palafitte che segnava l’inizio del lungomare, con le sue vetrate dietro le quali gli avventori (anche tanti personaggi famosi che hanno frequentato il promontorio) hanno gustato per più di mezzo secolo le prelibatezze a base di pesce con lo sguardo rivolto a quel panorama che solo l’Argentario, in tanti scorci unici, sa offrire.
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