Attenzione
Impianto negato, la società perde al Tar
Per Collelungo, il grande impianto fotovoltaico mai realizzato, il giudice respinge la maxirichiesta danni rivolta agli enti
ROCCASTRADA. Una maxi-causa risarcitoria da dieci milioni di euro. La somma dei danni patiti dalla società Ns per il naufragio di un progetto che avrebbe dovuto realizzare alla periferia di Roccastrada entro il 2012.
Stiamo parlando del più grande campo fotovoltaico della Toscana. Cento ettari di terra per la maggior parte strappati all'incolto in grado di sprigionare 45 megawatt di potenza. Insomma un’autentica centrale. Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) quell’impianto non è mai stato realizzato.
Avrebbe dovuto sorgere nell’area di Collelungo, valli e colline che fanno da confine naturale tra il territorio di Roccastrada e quello di Civitella-Paganico.
Una vicenda complessa, che negli anni ha innescato conflitti, denunce, perfino una crisi politica al Comune di Roccastrada.
Ora la seconda sezione del Tar Toscana, in nome del popolo italiano, ha stabilito che quei soldi (i dieci milioni) amministratori e dirigenti pubblici - che avevano agito nell'esercizio delle proprie funzioni - non debbano versarli alla società ricorrente.
Secondo l’avvocato Antonio Pavan (legale della società) rimpalli, divergenze di opinione, titubanza nel decidere, da parte di Comune di Roccastrada, Provincia di Grosseto, Regione Toscana e Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, avevano procurato un danno enorme alla Ns.
In pratica, dopo anni di lungaggini - la Regione Toscana, sulla base di un parere della Sovrintendenza aveva ritenuto di assoggettare l'impianto alla Valutazione di impatto ambientale (la cosiddetta Via), con conseguente ulteriore allungamento dei tempi, che sommati ai ritardi accumulati dalle altre amministrazioni, aveva reso impossibile la realizzazione dell'impianto.
La Ns, in sintesi, aveva perso il treno del Conto Energia a terra. Sfumati milioni di euro di finanziamenti.
Nel novembre scorso era stata annunciata dalla Ns una ulteriore impugnazione degli atti e, di pari passo, la causa di risarcimento. L'ambizioso Piano prevedeva la partnership della multinazionale cinese Gigasolar.
Sul piatto - andiamo a memoria - c'erano un centinaio di nuovi posti di lavoro e un indotto in espansione, con la possibilità di fare dell'impianto un modello per quelli futuri. In giudizio, in opposizione, si erano costituiti (con fior di avvocati) il Ministero per i beni e le attività culturali e ambientali, la Regione Toscana e la Provincia di Grosseto.
I giudici hanno sentenziato di non annullare gli atti e quindi rigettare anche l'istanza risarcitoria.
«Le sentenze vanno sempre rispettate e non c’è molto da commentare - sono le prime parole del neosindaco di Roccastrada Francesco Limatola - in questo caso poi avevamo consapevolezza che gli atti prodotti dal Comune, a partire dal 2009, erano ineccepibili, sia sotto il profilo formale che sostanziale. La richiesta di danni, in quelle proporzioni, era stata una sorpresa, aveva fatto notizia sui giornali e devo dire la verità anche creato qualche preoccupazione in alcuni amministratori. Quindi mi pare una bella notizia il fatto che il Tar Toscana abbia rigettato l'impugnazione degli atti e la conseguente rivalsa economica nei confronti di amministratori e dirigenti pubblici».
Per la cronaca il progetto è stato sempre osteggiato dai comitati ambientalisti locali. Con ogni metodo di pressione, compreso un capillare mail-bombing rivolto alle istituzioni.
La zona su cui la Ns aveva messo gli occhi ha caratteristiche rurali; nell'area sono presenti anche aziende dedite all'agricoltura e all'agriturismo con campi irrigui e fertili che rischiavano di scomparire. Non solo.
Secondo gli ambientalisti la realizzazione di una superficie riflettente di simili proporzioni avrebbe avuto ripercussioni importanti sul microclima.
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