Finanza
«Argine, progetto a fine giugno»
Incontro a Polverosa, l’assessore regionale Bramerini stringe i tempi. Il Consorzio: «Lavori a ottobre»
POLVEROSA. «Il progetto definitivo dell’argine remoto pronto per fine giugno, senza ma e senza se».
Lo ha chiesto a gran voce Anna Rita Bramerini, assessore regionale all’ambiente intervenuta, venerdì sera a Marsiliana alla riunione indetta dall’associazione Vita, per un aggiornamento sullo stato dell’arte dei lavori per la messa in sicurezza del territorio dell'Albegna.
Molte le autorità presenti oltre alla Bramerini: Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto, Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di bonifica, Monica Paffetti, sindaco di Orbetello insieme al suo vice Marcello Stoppa e a gran parte della sua giunta e il sindaco di Manciano, Marco Galli il cui territorio verrà interessato dalla realizzazione dell'argine remoto. Molti anche i tecnici presenti, sia dell’autorità di bacino che dello studio Physis a cui è stato affidato il progetto dall’argine.
Un parterre d’eccezione, dunque, per un argomento, la messa in sicurezza, fondamentale per il territorio colpito dall’alluvione del 2012. Un'opera, l’argine remoto, essenziale, secondo Regione, Provincia e Consorzio di bonifica e che non deve essere solo un progetto sulla carta ma deve tramutarsi in qualcosa di concreto: «Prima della fine del mio mandato - ha tuonato la Bramerini – voglio vedere iniziati i lavori e vorrei che gli impegni fossero rispettati, voglio l’indicazione di una tempistica, non per fare bella figura, ma, perché lo dobbiamo a questo territorio».
La Regione che ha finanziato l’opera vuole vedere dunque i risultati. «I lavori vengono monitorati dalla Regione e se non vengono rispettati i cronoprogrammi si può procedere anche al commissariamento». Parole che suonano da ultimatum anche se – aggiunge la Bramerini - «sono sicura che il Consorzio, per l’impegno che ci sta mettendo, rispetterà i termini».
Un impegno che l’assessore regionale ha chiesto direttamente al presidente Bellacchi che ha dato precise rassicurazioni: «I lavori di realizzazione dovrebbero partire a ottobre 2014 ed essere conclusi per settembre – ottobre del 2015».
Oltre 6 chilometri di argine per cui sono stati fatti studi approfonditi, un’opera finanziata per 3 milioni di euro dalla Regione e ora diventati 4 milioni e 750 mila euro.
Soldi che non permetterebbero di realizzare l’argine così come è stato previsto nel documento definitivo per cui sono in fase di valutazione accorgimenti per rientrare nell’importo finanziato e per fare questo occorrerà circa un mese. Una volta ultimate le modifiche il progetto sarà pronto per essere portato in conferenza di servizi.
«Un progetto necessario – ha sostenuto anche Marras – per realizzare il quale alcuni terreni verranno espropriati, è un progetto di pubblica utilità e quindi a chi tocca deve essere pronto a sacrificarsi per il bene della collettività. I nodi tecnici devono essere sciolti per poi iniziare quanto prima la realizzazione».
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