Il Tirreno

Grosseto

I carabinieri si preparano alla sede unica

di Francesca Ferri
I carabinieri si preparano alla sede unica

Via libera dalla Regione al recupero di una palazzina interna per farci gli alloggi, oggi ospitati in un edificio in affitto

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GROSSETO. Parola d’ordine: razionalizzare. Per risparmiare soldi e per lavorare meglio. Con questo imperativo – mai tanto di moda come in questi ultimi tempi – la caserma dei carabinieri di piazza La Marmora di Grosseto si prepara un restyling che servirà a recuperare alcuni spazi nella sede centrale, oggi inutilizzabili, e destinarli alla Compagnia e ad alloggi per il personale, oggi ospitati in un edificio in affitto. L’operazione permetterà in un colpo solo di dire addio alle spese di affitto e di riunire nella sede centrale tutti gli edifici necessari al comando grossetano.

Il 19 marzo la Regione Toscana ha dato il nulla osta al Provveditorato interregionale delle opere pubbliche – organo del ministero delle Infrastrutture e trasporti che è il proprietario della caserma – per i lavori di recupero edilizio e messa a norma della caserma. Il recupero era stato chiesto dagli stessi “inquilini”, cioè dal comando dei carabinieri. Ad oggi, infatti, l’Arma si divide fra due edifici a Grosseto: il comando di piazza La Marmora e alcuni alloggi di servizio a circa 500 metri, nella vecchia sede del comando provinciale, in un immobile privato per il quale si paga l’affitto.

Una spesa che, però, può essere risparmiata. All’interno della caserma, infatti, c’è una palazzina disabitata, che si trova lungo viale Sonnino. La palazzina è parte della struttura dell’ex distretto militare che fu acquisita dal Provveditorato circa 5 anni fa, per destinarla alla caserma grossetana.

Una parte – quella che dà su piazza La Marmora – è stata ristrutturata e adibita a comando provinciale. La palazzina, invece, non era stata toccata e fino ad oggi è rimasta inutilizzata perché non rispetta la norma urbanistica sulla superficie illuminante. In sostanza, le finestre sono troppo piccole e per questo l’edificio non ha l’abitabilità.

L’ostacolo, però, è sembrato tutto sommato sormontabile con una normale ristrutturazione e, per questo, il comando, nella sua qualità di fruitore dell’edificio, ha chiesto al Provveditorato di fare i lavori per poter sfruttare questo spazio, ampliando la superficie totale della caserma.

Il progetto si inserisce in una più ampia operazione di razionalizzazione degli spazi e delle spese di tutte le sedi provinciali dell’Arma iniziata con l’arrivo dell’attuale comandante, il colonnello Gerdardo Iorio, nell’ottobre di due anni fa. Nello stesso piano rientrano, ad esempio, le caserme di Montieri, dove dopo anni di attesa finalmente i carabinieri si sono potuti insediare lo scorso ottobre, e a Roccastrada, dove la sede ha problemi strutturali che hanno costretto i militari a traslocare a Ribolla.

Per Grosseto la proposta è stata accettata dal Provveditorato che ha dunque avviato il complicato iter di richiesta delle autorizzazioni. In particolare, questo passaggio del decreto regionale serviva ad accertare che i lavori di recupero edilizio e messa a norma in programma rispettassero le norme urbanistiche ed edilizie. La Regione ha dunque ottenuto l’ok dal Comune (per le norme urbanistiche), dalla Provincia (per la parte di competenza dei settori Difesa del suolo e Sviluppo del territorio), del Genio civile (per la sicurezza sismica e altro), della Soprintendenza (per eventuali vincoli paesaggistici) e, alla fine del giro, ha dato il via libera.

Si attende ora l’inizio dei lavori. Quanto tempo ci vorrà per vedere il cantiere aperto al momento non è dato sapere. La cosa certa è che, una volta portata a termine l’operazione – come fanno notare dal comando dei carabinieri – ci saranno evidenti vantaggi dal punto di vista economico, funzionale e della semplificazione dell’organizzazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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