Il Tirreno

Grosseto

«Parcheggio selvaggio in via Matteotti»

di Sara Landi
«Parcheggio selvaggio in via Matteotti»

I residenti protestano anche per le piante, le buche e i cattivi odori che arrivano dal cassonetto. «Solo l’illuminazione è ok»

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GROSSETO. Poco più di quattro anni fa Il Tirreno dedicò un ampio servizio alle proteste di chi abita nel tratto terminale di via Matteotti, la parte che va da via Mameli fino al sottopasso ferroviario che la collega, almeno per ciclisti e pedoni, con via Sauro. Tra buche, lampioni spenti, cassonetti maleodoranti, parcheggi selvaggi e scarsa manutenzione delle piante l'elenco era molto dettagliato e forte il disagio espresso dai residenti, al punto di definire la propria via un pezzo di centro dimenticato e abbandonato.

Quattro anni dopo la situazione, denuncia una residente, appare sostanzialmente immutata. «Partiamo dalla potatura degli alberi - dice la signora - Nel 2010 ci fu promesso un intervento nel giro di poco tempo, ma in realtà solo l'anno scorso e solo per il gentile interessamento del sindaco si è visto qualcuno intervenire. Non è stata una vera e propria potatura però, più che altro si è trattato di una spuntatina». «Il problema non è certo che ci danno noia le piante, ci mancherebbe - dice la signora - ma quando con la bella stagione stendiamo il bucato fuori si riempie di pidocchi delle piante». Altro tasto dolente è quello dei parcheggi selvaggi. «Nel fine settimana ci salviamo un po' - osserva - ma nei giorni lavorativi le auto vengono parcheggiate ovunque, soprattutto di fronte ai cancelli e agli ingressi dei palazzi. Chiamiamo i vigili ma non vengono mai o per un motivo o per un altro, ormai ci siamo rassegnati e alla fine rinunciamo perfino a chiamarli».

Completano il quadro il manto stradale in alcuni punti sconnesso («nei periodi in cui i marciapiedi sono coperti da tappeti di foglie è molto facile cadere e rischiare di farsi male») e quel vecchio cassonetto dell'immondizia in fondo alla strada, vicino ai cancelli dell'ingresso secondario alla stazione. «D'estate è il nostro incubo - dice la signora - perché oltre ad essere vecchio non viene mai lavato e con il caldo emana odori terrificanti». Infine una considerazione amareggiata, a fronte di così tanti motivi di lamentela: «Paghiamo le tasse come tutti gli altri cittadini ma non abbiamo neanche il minimo dei servizi. Oltretutto la nostra precedente denuncia del 2010 dimostra che non sono problemi nuovi ma situazioni di incuria che si trascinano da anni».

C'è però, va sottolineato, almeno una nota positiva riguardo alla questione dell'illuminazione pubblica. Se quattro anni fa i residenti di quel tratto di via Matteotti dovevano fare i conti anche con i lampioni spenti, almeno questo problema è risolto. «Certo - dice la signora - questa resta una zona poco illuminata ma almeno non siamo più totalmente al buio come in passato, cosa che creava molto disagio dal punto di vista della vivibilità e della sicurezza, a noi residenti ma anche per i passeggeri dei treni notturni che utilizzano l'uscita di via Matteotti».

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