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Linea a singhiozzo all’agriturismo, Telecom condannata

Linea a singhiozzo all’agriturismo, Telecom condannata

GROSSETO. Si può lavorare senza telefono? Ormai no. Si può competere nel settore turistico senza avere un collegamento a internet? Impossibile. Eppure questo è quanto è capitato tra il 2006 e il 2009,...

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GROSSETO. Si può lavorare senza telefono? Ormai no. Si può competere nel settore turistico senza avere un collegamento a internet? Impossibile. Eppure questo è quanto è capitato tra il 2006 e il 2009, in più periodi, a una struttura agrituristica alla Rugginosa di Grosseto, che alla fine, assistita dall'avvocato Tania Amarugi, si è decisa a far causa a Telecom per chiedere i danni del disservizio. E il giudice Paola Caporali ha condannato l'azienda a versare 15mila euro all'agriturismo. Perché Telecom, che pure avere resistito alla richiesta di danni assistita dall'avvocato Roberto Ginanneschi e che aveva attribuito i malfunzionamenti alla collocazione dell'agriturismo, non è riuscita «a provare, così come era suo onere - scrive il giudice civile - , che i continui malfunzionamenti e le attese nelle riparazioni siano dipese da causa di forza maggiore, ovvero da difficoltà logistiche, ovvero da circostanze alla stessa non imputabili». A Telecom viene invece addebitata «una colpevole omissione della dovuta manutenzione della linea nonché della necessaria riattivazione e riparazione della linea», come previsto dal contratto.

A questa conclusione il giudice è giunta dopo aver esaminato la corrispondenza e un testimone, un tecnico che aveva installato l'impianto (la richiesta è del 2004) e che aveva effettuato numerosi interventi per guasti, tutti segnalati a Telecome per conto del cliente: il problema, che aveva interessato la parte esterna dell'impianto, si era ripetuto a intermittenza per svariati giorni dei tre anni interessati, specie a primavera e in estate.

Come quantificare il danno? Il commercialista aveva spiegato che l'azienda riceve prenotazioni in gran parte in via telematica, tramite portali internet, così come per telefono e fax: il lavoro era stato pregiudicato. Il giudice Caporali ha fatto presente che è impossibile ottenere una quantificazione precisa per la perdita di affari ma ha comunque riconosciuto che un danno, seppur generico, esiste e può essere liquidato in via equitativa: il danno patrimoniale per il mancato corretto e continuativo funzionamento della linea telefonica per tre anni è stato valutato in 10mila euro. Altri 5mila invece sono stati riconosciuti all'azienda della Rugginosa per i danni non patrimoniali, i disagi subiti, il pregiudizio all'immagine e la mancanza di affidabilità del sistema di comunicazione. Telecom è stata anche condannata a pagare le spese di lite, 2.100 euro.(p.s.)

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