Il Tirreno

Grosseto

la risposta di fedeli

«Più posti per l’assistenza nel territorio»

MASSA MARITTIMA. «I dati erano tutti disponibili sul sito della Società della Salute. Al massimo, possiamo aver commesso qualche errore sulla comunicazione». L’assessore alla Sanità nonché...

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MASSA MARITTIMA. «I dati erano tutti disponibili sul sito della Società della Salute. Al massimo, possiamo aver commesso qualche errore sulla comunicazione».

L’assessore alla Sanità nonché presidente del consorzio assistenziale Luciano Fedeli non ci sta e replica al movimento civico Massa Comune. Sul banco del consiglio comunale è finita un’interrogazione riguardo a un progetto assistenziale in tutta la zona delle Colline Metallifere, approvato con il protocollo d’intesa del 2007 (integrato nel 2013) e di cui «non c’è traccia», come hanno detto i consiglieri d’opposizione.

«Forse è mancata la comunicazione» ha detto dal canto suo Fedeli, «ma i risultati ci sono stati eccome».

Ad esempio, cinquanta posti letto in più in tutte le strutture assistenziali del territorio: gli istituti Falusi di Massa Marittima e Follonica, la casa Maiani di Caldana e così via.

«Per capirci, nel nostro territorio non esistono più le liste d’attesa» continua l’assessore. Anche l’Unità di valutazione multidisciplinare (altro organismo di cui la civica ha chiesto lumi) è stata attivata: «si tratta di un gruppo di lavoro che elabora i dati da quando arrivano al punto d’ascolto in poi». Fedeli comunque non si nasconde: «possiamo fare meglio». Nel progetto, per fare un esempio, era previsto anche un corso di formazione per le badanti: «ma non si è presentato nessuno» spiega. E soprattutto, il presidente Sds si rivolge agli operatori sanitari.

«Il protocollo deve partire direttamente dall’ospedale: un anziano che si è rotto il femore non può essere dimesso alla fine senza aver attivato tutto il procedimento. Non si può lavarsene le mani aspettando che ci pensi qualcun altro. In alcuni casi è successo proprio questo e non deve più accadere». Insomma, assicura l’assessore: «il progetto è partito». E prende la palla al balzo per esprimere un concetto: «non possiamo tornare a 20 anni fa quando Comune, azienda e Falusi davano una risposta differenziata. Ora serve un servizio sistemico».

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