Finanza
Opere eseguite senza il nulla osta
Condannata a 8 mesi la proprietaria di una villa alla Cantoniera
STEFANO. Di nuovo un abuso edilizio e di nuovo alla Cantoniera. Non però l’immobile preso a simbolo degli illeciti attuati a Monte Argentario: quello che il giudice Andrea Stramenga ha trattato era il caso di due piattaforme in cemento, due scale in mattoni, più porzioni di abitazioni, camminamenti, recinzioni, terrazza, scalinate, cancello il tutto realizzato - stando all’imputazione - senza il permezzo a costruire e senza il nulla osta dell’autorità preposta al vincolo. In più, la Procura contestava anche l’occupazione arbitraria di uno spazio del demanio marittimo per 31 metri quadrati (con le due piattaforme in cemento e le due scale in mattoni di tufo ricoperte in cemento, per 12 gradini) nonché per altri circa mille metri quadrati con il resto.
Sandra Pace, 73 anni, di Roma, proprietaria e committente, è stata condannata a 8 mesi per il primo capo di imputazione (ma solo per la mancanza del nulla osta) fatta esclusione della porzione di civile abitazione per 115 metri quadrati inizialmente contestata nel complesso dei 536 metri quadrati. Ha ordinato il ripristino (fatta eccezione appunto per i 115 mq); ha disposto l’invio della sentenza alla Regione e al Comune; ha subordinato la sospensione della pena al ripristino entro novanta giorni dal passaggio in giudicato la sentenza. E infine ha dichiarato il non doversi procedere per la parte della prima imputazione concernente la realizzazione delle opere senza permesso di costruzione e per gli altri due capi riguardanti l’occupazione del demanio marittimo: tutti questi reati sono stati dichiarati estinti per prescrizione. Gli accertamenti della polizia giudiziaria risalivano al 2006-2007.
La sentenza rispecchia le richieste del pm onorario Bonasera. L’imputata era assistita dall’avvocato Pietro Corsi.
(p.s.)
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