Sicurezza
Nuovo attacco alle greggi: il pastore vede il predatore
Cinque pecore sbranate da un canide alle porte della città L’allevatore: «Sembrava un lupo, qui vicino c’era una tana»
ROSELLE. Giovedì pomeriggio, alle 16,30, ai ruderi di Roselle al podere Moscona, ennesimo attacco di un predatore al gregge di Stefano Stefanini.
Bilancio: 1 pecora uccisa sul prato, tre sgozzate e agonizzanti, una con una gamba rotta e una dispersa. Sembra una scena di una battaglia cruenta, una trama di un film che si ripete per l’ennesima volta, con la variante che questa volta Stefano Stefanini, l’imprenditore di Roselle, il “lupo” l’ha visto e gli è passato pure vicino a pochi metri. «Pioveva - racconta - avevo lasciato il cellulare in automobile, altrimenti c’era da fare un video interessante di tutta la scena, a dimostrazione che non sono i nostri cani a uccidere le pecore, ma sono predatori veri e forse proprio lupi».
Stefanini è arrivato al pascolo per rimettere il gregge. Le pecore erano tutte ammassate al cancello del recinto, ma nel mezzo del prato una pecora era già stata uccisa. Ma non era finita, perché intanto, nello stesso pascolo, si stava svolgendo l’inseguimento di un’altra pecora.
«Senza poter fare nulla - racconta Stefanini - ho visto una pecora che correva come una forsennata per salvarsi. Dietro di lei un lupo, di circa 35 chilogrammi, grigio, col collo grosso e la coda corta. Ho urlato, mi sono agitato e la pecora è riuscita a rientrare nel branco ammassato alla rete e il predatore che mi è passato vicinissimo è fuggito via. Era un lupo o qualcosa di molto simile - specifica Stefanini - Non certo un cane, né mio né di altri. È veramente ridicolo che si voglia dare la colpa delle predazioni ai cani dei pastori».
Fra l’altro, afferma Stefanini, proprio lì vicino, ai Marrucheti, tempo fa, qualcuno ha trovato una tana di lupi con un lupacchiotto morto dentro, forse abbandonato dalla mamma. I lupi ci sono, dunque. «Il ragazzo del progetto di cattura della provincia che viene chiamato per prendere i predatori quando qualcuno li avvista - dice - e che ho chiamato anche io, può di certo testimoniare che vi sono predatori che non sono cani. Ne vede le impronte e ne cattura anche qualcuno, distinguendo bene se è un lupo o è un ibrido. Altro che cani».
Stefanini racconta di avere quattro gruppi di pecore e di non avere cani da guardiania per questo gregge che è stato attaccato. «Per tre parti del mio gregge impegno i cani - dice - ma per questo che è stato attaccato non posso farlo, perché di qui passano turisti a piedi e in bicicletta. Troppo rischioso per loro sarebbe vedersi davanti i cani pastore. E così nonostante faccia pascolare questo gregge vicino a casa e lo sorvegli con attenzione, non mi salvo lo stesso. Adesso è venuta la forestale che ha fatto le fotografie, e sto aspettando i veterinari Asl che vengano per autorizzarmi allo smaltimento e mi dicano cosa fare delle tre pecore sgozzate. Sono agonizzanti, ma da solo, sebbene sia un patimento vederle così, non ho la possibilità di intervenire. La pecora azzoppata l’ho ingessata e non so se ce la farà. Siamo davvero alla frutta. Mi aspettano 90 euro a capo da spendere per lo smaltimento, risarcimenti zero e anche la rabbia di dover smontare la leggenda metropolitana che qui non ci sono predatori ma solo cani da guardiania che si divertono ad attaccare i greggi che dovrebbero sorvegliare. Signori, qualcuno ci deve mettere mano in una situazione così, altrimenti si va tutti a casa».
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