Attenzione
La Provincia chiude, ma Marras no
«Troppe opere da completare, alcune strategiche. Io e la giunta restiamo, gratuitamente, almeno fino a settembre»
GROSSETO. Il 24 maggio il governo della Provincia decade. E l’ente Provincia, così come è esistito finora, non ci sarà più. Lo stabilisce il disegno di legge Delrio, approvato per ora solo al Senato, ma presto lo sarà anche alla Camera.
Il presidente Leonardo Marras, però, non abbandona la nave “uno Schettino – dice – in Maremma ce l’abbiamo già avuto”, ma resta a fare il traghettatore, gratuitamente, almeno fino alla fine di settembre. E, al più tardi, fino alla fine del 2014.
«Sono troppe le cose da concludere per lasciare adesso – spiega il presidente –. Con me ci sarà anche tutta la giunta, anche loro senza percepire indennità. Devo ancora chiederglielo, ma lo leggeranno sul giornale... Battute a parte, non ci siamo risparmiati in questi anni, non lo faremo certo adesso. E per quanto mi riguarda dal 25 di giugno torno a lavorare alla Cna. Dovrò dividermi e verrò a palazzo Aldobrandeschi con i permessi di legge una volta alla settimana e per la giunta, magari dopo cena. Ma le partite in sospeso sono troppe e importanti per mollare». Se lasciasse al suo posto sarebbe nominato un prefetto commissario e due viceprefetti. «Ma costerebbero più della giunta e verrebbero a gestire solo l’ordinario. Noi invece abbiamo delle cose da fare troppo importanti per la Maremma, la macchina deve girare a pieno regime fino al 24 maggio e poi, per quanto possibile, fino al passaggio al nuovo ente».
Ma che giudizio dà Marras del ddl Delrio? «Da una parte non mi piace. Ci sono molti errori da correggere e per certi aspetti è un salto nel buio, temo che in alcune zone d’Italia possa dare grossi problemi. E poi, visto che le strutture restano, porta appena 32 milioni di euro di risparmio complessivo in tutto il Paese. Dall’altra apprezzo la volontà del Governo di procedere a ritmi forzati, di prendere a schiaffi questa Italia impantanata che ha bisogno di ripartire».
E quali sono le “partite” da chiudere presidente? «Molte. Intanto la Concordia, quel “rifiuto” che sta per lasciare il Giglio. Poi i poli tecnologici, di Alberese e Santa Rita. Quindi il nuovo sistema di formazione: siamo candidati a diventare il punto di riferimento in Toscana per quella legata all’agricoltura. E ancora, c’è il passaggio di competenze per il Centro per l’impiego e un piano interprovinciale dei rifiuti da approvare. Solo questo mi pare sufficiente per andare avanti».
E poi ci sono le opere pubbliche. Ce ne sono di strategiche. «Abbiamo in programma lavori per 24,5 milioni di euro. E abbiamo intenzione di metterli a bando tutti entro la fine di aprile, così da iniziare i lavori a settembre. Solo per l’erosione di Follonica spenderemo circa 10 milioni di euro. E poi ci sono interventi sulla viabilità che la Maremma attende da tempo».
Di cosa si tratta? «Faremo la rotondo all’incrocio che porta a Marina di Grosseto, fra le Collacchie e la Trappola. Ora d’estate con il semaforo è un imbuto pazzesco. Poi andrà in appalto la variante a nord di Grosseto, fra l’uscita di Grosseto Nord e la Castiglionese, importante per evitare che il traffico per Castiglione e Marina passi per la città. Infine è previsto il raccordo fra Aiuole e Santa Fiora, un’opera importantissima per quella zona della montagna».
@guifiorini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
