La manifestazione
L’arte è una lunghissima sciarpa rossa
Cento donne di Roccatederighi stanno lavorando a un’installazione da record che attraverserà il centro storico del paese
ROCCATEDERIGHI. Una lunghissima striscia rossa, fatta a mano dalle donne del paese (con i ferri da calza e un enorme gomitolo di lana filata), attraverserà il centro storico di Roccatederighi. Si tratta di un'installazione artistica in divenire. L'idea è dell'artista Gaia Giugni, romana ma legata in modo speciale a Roccatederighi. Quest'anno parteciperà a "Mostra la Rocca 2014", la rassegna open che nei mesi di giugno e luglio si snoda attraverso il centro storico e che vanta negli ultimi anni presenze davvero importanti di scultori, pittori e musicisti.
Due giorni fa i primi trenta metri di 'calza' rossa sono arrivati in paese e da ieri un centinaio di donne (ma le adesioni sono sempre aperte) hanno iniziato a lavorarci. Ognuna porterà il proprio contribuito manuale. L'opera si chiama "Penelope" e i metri realizzati fino ad oggi sono il frutto del lavoro di altre centinaia di donne di tutto il mondo, solidali nel costruire un lungo nastro simbolo di fedeltà, legame, attesa, forza, costanza, coerenza.
È da quasi un anno che la Giugni, d'accordo con gli organizzatori, ha chiesto di giovarsi del contributo delle donne della Rocca per allungare la sua tela e fare in modo così che dalla salita delle Due Porte arrivi fino a piazzetta Senesi, il cuore del castello, luogo simbolo della rassegna. Fabrizia Malossi (che coordina Mostra la Rocca) ha tenuto di recente una serie di incontri, in paese, per rendersi conto delle disponibilità e la risposta è andata ben al di là delle aspettative. L'obiettivo è quello di far entrare questa enorme sciarpa rossa in ogni casa del paese, laddove c'è una donna disposta a sferruzzarne qualche centimetro (o metro), da oggi a fine giugno. Ogni rocchigiana aggiungerà quindi le proprie maglie, colpi di ferro che verranno anche filmati. Il 'girato' sull'avanzamento dei lavori diventerà poi un video che - insieme alla tela di Gaia - farà il giro del mondo.
L'opera della Giugni, molto coreografica (avviata due anni fa e mai di fatto conclusa), centra l'attenzione sulla figura di Penelope e sul valore della sua scelta di fedeltà, che la rende unica in tutta la mitologia greca. Uno dei significati della tela rossa che verrà posata lungo i vicoli di Rocca Vecchia, è quello dell'attesa, che si accompagna alla certezza di un ritorno alle condizioni del passato. Nel caso specifico la speranza è che un giorno il centro storico di Roccatederighi torni ad essere abitato, a pullulare di uomini e bambini, di tanti Ulisse rocchigiani sparsi oggi nelle mille contrade del mondo.
Tante donne diverse, con ironia seriosa e con dedizione, aggiungeranno trame a questo percorso. Tra le adesioni più curiose quella del Club della Maglia di Roccastrada, ma anche di ragazze giovanissime, alcune addirittura di Grosseto. Non solo. Per due mesi chiunque visiterà la rassegna potrà aggiungere alcune maglie. Ci saranno delle postazioni con il gomitolone rosso e i ferri a portata di mano. La lunga sciarpa resterà infatti perennemente e felicemente incompiuta.
Per la cronaca Gaia Giugni, 37 anni, lavora nel campo della illustrazione e della comunicazione visiva dal 2003. E' anche un'eccellente pittrice, che riesce a infondere nelle sue creazioni un'innata attitudine a percepire la realtà con sensibilità e intelligenza. La striscia rossa, che Roccatederighi si appresta ad accogliere e incrementare, è la sua costruzione materica-coloristica più famosa. Attualmente vive e lavora a Roma e negli ultimi anni le sue mostre hanno sempre riscosso grande successo. Si tratti di opere in costante e fluttuante sospensione tra loro, con una scelta accurata dei materiali, che solitamente - come nel caso della sciarpa di lana - risponde a stati d'animo, sensazioni, echi e ricordi del suo mondo interiore, dimensioni culturali dove poi ognuno può specchiarsi e identificarsi.
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