Finanza
Infermiere si uccide con una flebo
Si è chiuso nell’ambulatorio dell’ospedale durante il turno di notte, aveva 62 anni
PITIGLIANO. Ha scelto un ambulatorio che la notte resta chiuso, dove ci sono macchinari che non servono per la normale attività dell’ospedale. Ha chiuso la porta a chiave, dietro le sue spalle, lasciando fuori il corridoio dell’ospedale di Pitigliano, i suoi colleghi, la sua famiglia e i suoi amici. Poi ha preparato una flebo di insulina, si è infilato la cannula nel braccio e si è disteso sul lettino. Ha scelto di morire così un infermiere di 62 anni che lavorava da tempo all’ospedale di Pitigliano. A trovarlo, ieri mattina, sono stati i suoi colleghi.
Da qualche ora non lo vedevano più in giro per i corridoi dell’ospedale. Ma la situazione, durante quel turno di notte di tra giovedì e venerdì era abbastanza tranquilla e forse la sua assenza non ha dato troppo nell’occhio.
Ieri mattina però, la porta dell’ambulatorio dove vengono effettuate le ecografie era chiusa a chiave dall’interno. I colleghi dell’infermiere hanno bussato a lungo e hanno preso a spallate la porta. Quando si è aperta, di fronte ai loro occhi si è spalancato l’abisso sulla scelta di farla finita di un loro collega, di un infermiere che aveva passato la vita a prendersi cura degli altri, dei tanti pazienti che seguiva all’ospedale. Era disteso sul lettino, con la cannula infilzata nel braccio e quella flebo piena di insulina che aveva spento i battiti del suo cuore. Per il sessantaduenne non c’è stato nulla da fare.
L’uomo, sposato e con tre figli, era già nonno. Ma nelle ultime settimane, almeno al lavoro nonostante la sua riservatezza, non aveva fatto capire che avrebbe scelto la morte e che lo avrebbe fatto in questo modo. All’ospedale di Pitigliano è arrivato il medico legale e i carabinieri della compagnia. Sono stati loro, poi, a trovare a casa dei familiari dell’infermiere una lettera che era stata lasciata in un cassetto. I suoi parenti non l’avevano vista, nei giorni scorsi. Solo ieri mattina, quando hanno saputo che l’uomo aveva deciso di chiudere la porta sulla vita e di abbandonarsi alla morte, hanno potuto leggere che dietro a quel gesto c’era soltanto la disperazione di un uomo che non voleva più stare al mondo. La pesantezza, la stanchezza, il male di vivere.
All’ospedale di Pitigliano, ieri mattina, è andato anche il sindaco Pierluigi Camilli. Per portare il cordoglio suo e dell’amministrazione alla famiglia dell’infermiere che ha deciso di morire là dove ha aiutato tante persone a vivere.
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