Il Tirreno

Grosseto

Infermiere si uccide con una flebo

di Francesca Gori
Infermiere si uccide con una flebo

Si è chiuso nell’ambulatorio dell’ospedale durante il turno di notte, aveva 62 anni

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PITIGLIANO. Ha scelto un ambulatorio che la notte resta chiuso, dove ci sono macchinari che non servono per la normale attività dell’ospedale. Ha chiuso la porta a chiave, dietro le sue spalle, lasciando fuori il corridoio dell’ospedale di Pitigliano, i suoi colleghi, la sua famiglia e i suoi amici. Poi ha preparato una flebo di insulina, si è infilato la cannula nel braccio e si è disteso sul lettino. Ha scelto di morire così un infermiere di 62 anni che lavorava da tempo all’ospedale di Pitigliano. A trovarlo, ieri mattina, sono stati i suoi colleghi.

Da qualche ora non lo vedevano più in giro per i corridoi dell’ospedale. Ma la situazione, durante quel turno di notte di tra giovedì e venerdì era abbastanza tranquilla e forse la sua assenza non ha dato troppo nell’occhio.

Ieri mattina però, la porta dell’ambulatorio dove vengono effettuate le ecografie era chiusa a chiave dall’interno. I colleghi dell’infermiere hanno bussato a lungo e hanno preso a spallate la porta. Quando si è aperta, di fronte ai loro occhi si è spalancato l’abisso sulla scelta di farla finita di un loro collega, di un infermiere che aveva passato la vita a prendersi cura degli altri, dei tanti pazienti che seguiva all’ospedale. Era disteso sul lettino, con la cannula infilzata nel braccio e quella flebo piena di insulina che aveva spento i battiti del suo cuore. Per il sessantaduenne non c’è stato nulla da fare.

L’uomo, sposato e con tre figli, era già nonno. Ma nelle ultime settimane, almeno al lavoro nonostante la sua riservatezza, non aveva fatto capire che avrebbe scelto la morte e che lo avrebbe fatto in questo modo. All’ospedale di Pitigliano è arrivato il medico legale e i carabinieri della compagnia. Sono stati loro, poi, a trovare a casa dei familiari dell’infermiere una lettera che era stata lasciata in un cassetto. I suoi parenti non l’avevano vista, nei giorni scorsi. Solo ieri mattina, quando hanno saputo che l’uomo aveva deciso di chiudere la porta sulla vita e di abbandonarsi alla morte, hanno potuto leggere che dietro a quel gesto c’era soltanto la disperazione di un uomo che non voleva più stare al mondo. La pesantezza, la stanchezza, il male di vivere.

All’ospedale di Pitigliano, ieri mattina, è andato anche il sindaco Pierluigi Camilli. Per portare il cordoglio suo e dell’amministrazione alla famiglia dell’infermiere che ha deciso di morire là dove ha aiutato tante persone a vivere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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