Il Tirreno

Grosseto

Fulmini sul campanile «Ora servono certezze»

di Alfredo Faetti
Fulmini sul campanile «Ora servono certezze»

A Prata, dopo la caduta del capitello, gli abitanti della frazione chiedono sicurezze I lavori finiranno tra pochi giorni ma il problema va risolto una volta per tutte

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PRATA. Tra qualche giorno i lavori saranno ultimati, ma nel borgo nessuno si sente tranquillo fino in fondo. «Da più di cinque mesi non sentiamo più il suono delle campane né i rintocchi dell'orologio» dicono a Prata, dove un fulmine a metà ottobre ha disintegrato il massiccio capitello che sta all’estremità del campanile. «E per fortuna non sono state coinvolte persone che avrebbero potuto subire conseguenze drammatiche». Il Comune di Massa Marittima adesso è pronto a portare a conclusione gli interventi di manutenzione sulla cupola, ma i residenti restano comunque perplessi. «L’amministrazione si deve assumere la responsabilità di mettere in atto tutti gli strumenti necessari al fine di evitare il ripetersi di quanto accaduto nell'ottobre scorso».

C’è una storia infatti dietro ai fulmini e a quel campanile. In quel punto, infatti, «da sempre in occasioni di temporali venivano spesso danneggiati dalle scariche elettriche radio, televisori, telefoni e così via». Nei decenni passati, poi, i residenti raccontano che fu presa una decisione particolare da parte del Comune: prima il vecchio parafulmine venne sostituito con un nuovo impianto altrettanto inefficiente, fino a che arrivò l’ordine «di eliminare del tutto il parafulmine dal campanile». Una decisione che, alla luce di quanto successo, agli occhi dei pratigiani appare «sbagliata e pericolosa. Sicuramente sarebbe stato necessario far funzionare efficacemente l'apparecchiatura di protezione dai fulmini anche se bisognava spendere qualche soldo». E in effetti, dopo la botta di ottobre, l’amministrazione ha dato incarico a dei tecnici esperti di stilare uno studio su quali possono essere i metodi migliori da adottare. Ma intanto nel paese la gente vuole rassicurazioni: «I pratigiani non possono continuare a vivere con la preoccupazione e l'angoscia ogni qualvolta si avvicina qualche nuvolone che annuncia un temporale». Quel campanile del resto risale al quattordicesimo secolo e come in ogni borgo che si rispetti il campanile rappresenta la sua anima. «Tra i doveri degli amministratori, uno dei prioritari è quello di garantire la salute, la sicurezza e l'incolumità dei cittadini anche a fronte di eventi naturali se pur non controllabili ma comunque prevedibili» sostengono i residenti, convinti che «fosse facilmente prevedibile che un fulmine, prima o poi, poteva scaricarsi sul campanile». Insomma, sentendo i pratigiani, vien da pensare che sì un fulmine è un evento improvviso, ma da una parte resta un fattore prevedibile in alcune zone e dall’altra può essere facilmente gestibile con le giuste apparecchiature. «Occorrono fatti concreti e celeri non consulenze tecniche, se queste sono state richieste, ma di cui ad oggi non conosciamo conclusioni o risultati».

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