Sicurezza
Allevatori contro la Lav «Danni per 520mila euro»
Cia, Coldiretti e Confagricoltura citano in Tribunale il responsabile locale «Ci ha definito come mafiosi e criminali, offesa dignità e reputazione»
GROSSETO. Dopo le associazioni venatorie, anche quelle che fanno capo al mondo dell'agricoltura chiedono i danni alla Lav per le parole utilizzate in occasione dei ritrovamenti di canidi uccisi. Una causa da 520mila euro: 370mila euro per danni non patrimoniali, altri 150 mila a titolo di riparazione. La citazione davanti al Tribunale civile di Grosseto - udienza del 4 luglio - è stata notificata in questi giorni al responsabile locale della Lav, Giacomo Bottinelli, e porta la firma di Confagricoltura, Cia e Coldiretti.
Le tre organizzazioni, che si sono rivolte all'avvocato Marco Cutini, lamentano il fatto che Bottinelli - in comunicati apparsi nel novembre e nel febbraio scorso sulle testate locali - «non ha esitato a bollare pubblicamente sulla stampa tutti indistintamente gli allevatori della provincia di Grosseto non solo quali criminali violenti e pericolosi pronti ad imbracciar le armi per farsi giustizia da sé, ma anche (con slancio non solo animalista ma anche vegano) massacratori per sordidi interessi economici - evidentemente anche nel caso di allevamento di animali da latte, uova e lana -, addirittura mafiosi e criminali, artefici e responsabili d'una attività definita piaga spacciata per tradizione».
Secondo i Cia, Coldiretti e Confagricoltura, il responsabile Lav è andato oltre i limiti della continenza, offendendo dignità, reputazione e onorabilità di tutti gli allevatori. Perché una cosa è la critica agli allevatori e all'allevamento in sé, una cosa - aggiungono le organizzazioni dell'agricoltura - è far diventare verità una congettura. Inoltre, quando Bottinelli parla di allevamento come «piaga della società spacciata per tradizione, ovvero mondo brutale che provoca scempi, manifesta con inaccettabili parole (queste sì violente), prima ancora che un assoluto disprezzo del duro ed onesto lavoro di tante persone, un'aggressione gratuita e distruttiva dell'onore e della reputazione di tutti i soggetti interessati».
Mettendo insieme clamore, valutazione dei media (anche mediante la divulgazione on line), posizione dei soggetti che si ritengono lesi, intensità del dolo, mancanza di rettifica e ampiezza dell'ambito sociale, i presidenti provinciali di Coldiretti, Confagricoltura e Cia stimano in 370mila euro il danno non patrimoniale subìto; più 150mila euro per la riparazione di quello che si ritiene essere stato il danno causato.
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