Il dolore
«Giù le mani dai sub dei vigili del fuoco»
Il consigliere regionale Andrea Agresti ha chiesto l’impegno del consiglio contro lo smantellamento dei sommozzatori
GROSSETO. Sono mesi, ormai, che la voce circola. E se prima l’ipotesi del ministero dell’Interno sembrava riguardare soltanto lo smantellamento del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco, ora che i tagli dovrebbero riguardare anche la polizia postale e il nucleo della squadra navale della questura, il progetto di riorganizzazione centrale sembrerebbe essere più definito. Da Grosseto, città dove la squadra nautica (che ha la sua sede a Talamone) e dove il nucleo sommozzatori sono una risorsa importante per il controllo e l’intervento sulla costa, si sono levati cori di protesta che sono arrivati anche a Roma. Stesso discorso per lo smantellamento della polizia postale, che segue migliaia di casi all’anno di reati legati all’utilizzazione della Rete.
La Regione, dal canto suo, ha deciso di impegnarsi ancora una volta per evitare che il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco venisse depotenziato, interpellando direttamente il ministero. Una novità, questa, annunciata dall’assessore regionale Gianni Salvadori che in questo modo ha risposto all'interrogazione presentata da Andrea Agresti sulla chiusura di questo reparto.
Il consigliere Agresti ha fatto presente che è la Regione a dover garantire ai cittadini la sicurezza sul territorio e che sono proprio i vigili del fuoco a svolgere compiti importanti per la loro tutela, sia in caso di singoli interventi che di calamità come quello della Costa Concordia.
Agresti auspica che quanto sostenuto dall'assessore si concretizzi, a salvaguardia del corpo dei vigili del fuoco, in una logica di razionalizzazione del servizio che tiene conto delle specificità di quel territorio e del ruolo strategico che il nucleo svolge sulla fascia costiera e dell'arcipelago dall'Elba a Giannutri.
Non è certo questa la prima volta che la politica entra nel merito della questione dei tagli del reparto. Secondo il nuovo modello organizzativo del ministero infatti, il nucleo sommozzatori di Grosseto dovrebbe essere accorpato, in Toscana, con quello di Firenze e con quello di Livorno. Ma, di fronte a un’emergenza sulle coste della Maremma, l’intervento dei sommozzatori dovrebbe superare l’ostacolo della distanza e la sicurezza di turisti e abitanti della provincia di Grosseto sarebbe messa a rischio.
I sommozzatori di Grosseto sono stati i primi a intervenire la notte del naufragio della Concordia insieme alle altre forze dell’ordine. E proprio loro hanno fatto scuola, nei mesi successivi, mettendo in piedi un sistema di salvataggio e di ricerca successiva dei naufraghi che ha fatto poi scuola in tutto il mondo. Motivi, questi, che hanno spinto Agresti ad interessare il consiglio regionale sull’argomento.
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