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Con il ddl Delrio cambia la composizione dei consigli

GROSSETO. Sono giornate decisive per il ddl Delrio, provvedimento destinato a ridisegnare le Province e a modificare anche la composizione dei consigli comunali. È certa ormai l'approvazione...

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GROSSETO. Sono giornate decisive per il ddl Delrio, provvedimento destinato a ridisegnare le Province e a modificare anche la composizione dei consigli comunali. È certa ormai l'approvazione definitiva, anche se la decisione di chiedere la fiducia a palazzo Madama sul maxiemendamento ha provocato la necessità di un ulteriore passaggio alla Camera.

L'atto di forza compiuto dal governo, ovviamente, non cancella le perplessità emerse negli ultimi mesi sul reale impatto del ddl in termini di risparmio reale. Le bocciature più sonore sono quelle arrivate dalla Corte dei Conti, anche se, negli ultimi giorni, dubbi sono stati espressi anche dal Servizio bilancio del Senato. Dall'altra parte, invece, rimangono i detrattori della riforma perché considerata troppo morbida, volendo trasformare le province in enti di secondo livello, non più elettivi ma ancora in funzione.

L'accelerazione impressa dall'esecutivo ha scongiurato comunque la minaccia del voto per il rinnovo dei consigli provinciali in caso di mancata entrata in vigore del ddl. Non ha voluto commentare il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, di ritorno ieri sera da Bruxelles. Ma la domanda da porsi adesso è un'altra: cosa accadrà a partire da oggi? Marras ne parlerà appunto nella conferenza-stampa confermata per oggi, alle 15,30. Di certo si sa che tra due mesi il consiglio provinciale verrà sciolto. A settembre nascerà il consiglio dei sindaci, in carica per dodici mesi.

E quest'ultimo, teoricamente, potrebbe avvicendare il presidente-commissario. A settembre 2015 il termine ultimo (teorico) del percorso istituzionale delle Province così come le abbiamo conosciute fino ad oggi.

Nel ddl Delrio anche un'altra novità che riguarda 16 dei 17 comuni che andranno al voto il 25 maggio. Nei comuni con popolazione inferiore a 3mila abitanti, oltre al sindaco, sono previsti due assessori e dieci consiglieri.

In quelli tra 3 e 10 mila, quattro assessori e dodici consiglieri. Sempre una rappresentanza molto bassa. (g.b.)

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