Italia
Strage di greggi, 3 aggressioni in 3 poderi
Scansano, i pastori si avvertono l’un l’altro del pericolo ma il predatore è più veloce e fa razzia di capi
SCANSANO. Tre attacchi alle greggi in due giorni, in tre poderi distanti in linea d’aria fra di loro appena un chilometro, nella campagna attorno a Poggioferro, nel comune di Scansano. Sull’erba fresca di primavera, pecore e agnelli sgozzati. Forse è proprio lo stesso predatore che ha fatto razzia, di giorno e di notte, nei tre allevamenti, duramente colpiti anche nel recente passato.
Ormai al podere Materozzo di Silvia Fabbrucci, alle Ragnaie, il predatore o i predatori sono di casa. E se si fa vivo lì, poi si dirige anche nelle aziende vicine, quella di Pago, di Generoso Micheli e quella di Poggio Germano di Giorgio Rosati. Fra Murci, Poggioferro e campagna circostante è una strage continua. «Abbiamo una rabbia dentro – dice il padron Nurchi del podere Materozzo – che non si può esprimere. Non si può vivere così. Il dramma è che con prati rigogliosi e fiorenti non possiamo farci pascolare le pecore. La nostra voglia di fare scricchiola. Passi per me che a 65 anni posso smettere, ma i giovani con famiglia che hanno fatto mutui per le aziende, e che lavorano anche 20 ore al giorno e per cui non c’è né Natale né Pasqua, hanno visto recidere la speranza. Questo è uno scandalo vero di cui nessuno si cura. Muore un’economia e a nessuno interessa».
Il signor Nurchi si tormenta da mesi, anzi da anni, per un’ingiustizia lapalissiana a cui nessuno dà risposte.
Questa volta, un paio di giorni fa, alle 10 di mattina, Nurchi è passato con l’automobile lungo il recinto a vedere le sue pecore: «Il gregge era sparpagliato e sul prato una pecora morta e una ferita. Vi avevo lasciato 7 pecore e un montone. Il predatore si è preso la più bella che avrebbe partorito il giorno seguente e che aveva due gemelli. Da ottobre ne ho perdute in questo modo circa 16 capi. E poi il danno nella resa del latte e tutto il resto».
A circa un chilometro di distanza dall’azienda di Materozzo c’è l’allevamento di Giorgio Rosati, a Poggio Germano, dove il predatore è arrivato nella notte di martedì. «Abito a 80 metri da dove è successo il fatto. Le mie pecore vissane, chiuse nel recinto, che non lascio più al pascolo libero, ma tengo vicino a casa, sono state aggredite nonostante fossero sotto le mie finestre. Risultato: due pecore smembrate e 1 agnello sgozzato. Ho veduto le tracce del predatore che si dirigevano verso il podere del mio vicino e l’ho subito avvertito, ma non abbiamo fatto in tempo».
Infatti alle 9 di mattina, al podere di Generoso Micheli a Pago di Poggioferro il pastore non è riuscito ad evitare la razzia: «E pensare – dice – che ormai le pecore le tengo tutte e sempre dentro. Infatti nell’arco di poco tempo me ne sono sparite ben 15. Allora, alle 8 le ho tirate fuori a 50 metri dall’ovile per farle mangiare. Intanto stavo facendo qualche lavoretto dentro l’ovile. Non era passata nemmeno un’ora quando sono andato per rimetterle. Il predatore me ne aveva prese due, una era morta e una ferita».
La situazione sta diventando, nel frattempo, incandescente. E per i prossimi giorni è stata convocata a Murci, una assemblea con le associazioni di categoria e gli allevatori più colpiti. (f.b.)
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