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Sani: «No forte alla geotermia E Barbagli si contraddice»

"Diego Cinelli è garanzia di esperienza, discontinuità e voglia di rilancio del territorio nell'interesse dei suoi cittadini: per questo, in vista delle amministrative, a Magliano in Toscana il Nuovo...

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CINIGIANO. «#FuturoCinigiano è insieme a voi». Romina Sani, candidato a sindaco per il centrosinistra di Cinigiano, si rivolge agli operatori economici e assicura che il fronte antigeotermico di movimenti, istituzioni e imprese è unito. E attacca la lista avversaria che accusa l’attuale governo locale di aver detto sì alla geotermia.

«C’è chi vuole costruire il dissenso per conquistarsi un ruolo – spiega Sani in una nota – Per fare questo è disposto a smentire se stesso e falsare le opinioni degli altri. Affermare che in Val d’Orcia c’è un rischio per la salute significa danneggiare l’economia locale. La discussione sulle indagini geotermiche è stata utile. Ha dimostrato che movimenti e istituzioni insieme alle imprese, costituiscono un baluardo contro chi vorrebbe danneggiare la nostra terra. Il nostro, dunque, è un no forte alla geotermia».

Pronta poi, subito, la stoccata per l’avversario: «Giovanni Barbagli, candidato a sindaco per la lista A/gente comune, quando era presidente dell’Agenzia regionale di sanità confermò nell’audizione del 2011 alle commissioni imprenditoria e turismo, sanità e ambiente, che la ricerca epidemiologica sulle popolazioni delle aree geotermiche toscane presentava un quadro rassicurante. Insomma, per Barbagli, nel ruolo di presidente Ars, la geotermia non è pericolosa, mentre nel ruolo di candidato sindaco è un grave rischio».

Romina Sani ricorda che l’uso di strumenti amministrativi eccezionali, come l’ordinanza del sindaco per far chiudere un impianto geotermico (proposta suggerita giorni fa da Barbagli), è adottabile solo quando il pericolo è in atto e non come ipotesi preventiva.

«Di fatto – dice se il Comune adottasse tali mezzi ammetterebbe ufficialmente che il proprio territorio presenta oggi gravi problemi di ordine sanitario. Un danno senza motivo per tutti, soprattutto per le imprese agricole e vitivinicole». Le vere emergenze, dice Sani, sono la crisi economica e il lavoro «ed è su queste che il Comune deve impegnarsi». (f.b.)

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