Proteste
Orgoglio Copaca, apertura bis
La cooperativa, duramente colpita dall’alluvione, inaugura un nuovo punto vendita
ORBETELLO. Una zona in lenta ripresa, quella della Polverosa, dopo l’alluvione di San Martino del 2012, e una cooperativa, la Copaca, che può essere considerata il simbolo di questa rinascita. Una cooperativa che, adesso, dando seguito a un progetto maturato negli anni, sta aprendo anche un nuovo punto vendita alle porte di Albinia.
«Un progetto reso possibile – dice Roberto Angioloni, direttore della Copaca – in virtù del fatto che prima dell’alluvione eravamo un’azienda sana e solida, altrimenti, in questo periodo di magra, sarebbe stato molto difficile da realizzare. Un punto vendita dedicato a un’utenza diversa rispetto a quello che abbiamo alla Polverosa, incentrato sulla hobbystica, pet food e prodotti di ferramenta e, come chicca, la vendita di prodotti ortofrutticoli a chilometri zero forniti dai nostri soci agricoltori». Agricoltori che, come tiene a dire il direttore, «sono la nostra linfa e che sono ripartiti solo con le loro forze».
La Copaca è una realtà importante. Già a dicembre 2012, grazie all’aiuto dei volontari e degli operai, con una ristrutturazione molto parziale aveva riaperto i battenti. «Abbiamo subito rilevanti danni strutturali ma ancora più rilevanti – spiega Angioloni – sono i danni alle scorte dato che questi, a differenza di quanto sembrava fino a pochi giorni fa, non sono coperti».
Danni strutturali per un ammontare di 300mila euro e di 400mila per quanto riguarda le scorte: prodotti stoccati quali grano tenero e duro, concimi, antiparassitari e molto altro che l’ondata di piena ha spazzato via.
«Per quanto concerne i contributi alluvionali – spiega il direttore – abbiamo preso un acconto del 50 per cento dietro fideiussione bancaria, come previsto dalla normativa».
La metà dunque del rimborso che alla fine la cooperativa intascherà. «Da questo punto di vista – precisa Angioloni – non ci possiamo lamentare. Ciò che preoccupa è la percentuale del 10 per cento, come rimborso alle aziende agricole che è veramente irrisoria».
Una miseria per gli agricoltori che hanno dunque molte difficoltà a ripartire.
«Molte della aziende agricole non sono ripartite, chi lo ha fatto ha mille difficoltà e questo – dice rammaricato Angioloni – si rifletterà sull’economia di tutto il territorio e anche sulla nostra struttura».
Difficoltà di cui l’azienda ha risentito con una diminuzione di circa il 40 per cento della fatturazione nella campagna 2013. Quest’anno però sembra – stando a quanto dice il direttore – che qualcosa si sia mosso rispetto alla campagna 2011-2012: «Si è tornati alla semina dei terreni, magari modificando un po’ la produzione - illustra lui – meno serre per l’ortofrutta e più seminativo di cereali».
Una zona, quella della Polverosa dove lo spirito collaborativo ha portato anche al coinvolgimento del circolo “Cultura e sport di Polverosa” che ha organizzato, dal 24 al 27 aprile, una sagra con i prodotti forniti dai produttori agricoli locali. Una zona che cerca di ripartire all’insegna del motto “insieme possiamo farcela”.
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