Il Tirreno

Grosseto

Muro di Istia, a giugno il via ai lavori

di Maurizio Bernardini
Muro di Istia, a giugno il via ai lavori

Ora ci sono tutte le autorizzazioni e a breve pure gli espropri. Bellacchi (Consorzio): «Vorremmo dragare anche il fiume»

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GROSSETO. Un botta e risposta con tanto di nodo al fazzoletto: il (tante volte) preannunciato muro per proteggere Istia dalle piene dell’Ombrone, l’ultima alluvione di parte della frazione risale al novembre scorso, torna a far parlare di sé.

A pretendere notizie su di un progetto che si trascina da più di quattro anni sono alcuni residenti della frazione: “Dopo tanti proclami desideriamo sapere se gli espropri sono stati ultimati”.

Dal gruppo, costituitosi in comitato, chiedono certezze pure sui tempi della gara di appalto.

La replica del presidente del consorzio di bonifica Toscana sud, Fabio Bellacchi, è immediata: quel muro verrà tirato su entro l’autunno, come promesso.

Sì, perché il consiglio comunale il 30 gennaio scorso ha approvato il via agli espropri dei terreni necessari per realizzare la barriera. E il muro è stato inquadrato come opera urgente e indifferibile.

Sono state superate, così, le resistenze di alcuni privati: «Abbiamo provato per vie bonarie – aveva spiegato a suo tempo il sindaco, Emilio Bonifazi - ma i proprietari di quei campi ci hanno chiesto ingenti somme di denaro. Alla fine, il muro per proteggere la frazione sarebbe costato il doppio».

E visto che gli espropri non li curano i consorzi, bensì i Comuni e le Province, c’è da attendere che l’ente preposto porti a termine l’iter.

«Stanno finendo, si tratta di tempi tecnici. Presto - promette Bellacchi - partiremo con i lavori. Per fine giugno apriremo il cantiere. La cosa fondamentale è che tutto sia finito entro l’inizio dell'autunno».

Il muro, bene ricordarlo, sarà lungo 300 metri e alto un metro e mezzo. La costruzione è prevista dalle parti di Istia ponte. I quattrini per l’opera, circa 600 milioni di vecchie lire, li ha già stanziati la Regione che ha inserito il muro nel “Piano straordinario degli interventi pubblici urgenti e indifferibili di ripristino e di messa in sicurezza idrogeologica”.

La firma sul decreto è del 27 novembre di due anni fa.

Tutto liscio dunque? Non proprio. La faccenda è vecchia, tanto che già nell’ottobre del 2010 lo stesso Bellacchi, allora come oggi ai vertici del consorzio, annunciava l’imminente avvio del cantiere. Ecco perché i residenti sono scettici, ed ecco perché si sono rivolti al giornale per avere qualche informazione e non restare impantanati, in tutti i sensi.

Ma c’è dell’altro. Il numero uno del consorzio di Bonifica rilancia un’idea «Di cui parleremo con la gente del posto»: in molti hanno avanzato dubbi sul muro e proposto, come alternativa, di scavare il letto del fiume per migliorare la circolazione dell’acqua ed evitare le piene.

«Secondo noi – spiega Bellacchi – il muro è bene farlo. Ma va anche tolta un po’ di breccia dai punti più critici dell’Ombrone».

Non è un discorso solo legato a Istia e al fiume che tocca il capoluogo, la stessa operazione Bellacchi la vuol fare anche nel letto dell’Albegna, fiume responsabile della disastrosa alluvione di Albinia e dintorni nel novembre del 2012.

«Ma per questi passaggi occorre più tempo. Dobbiamo sentire di nuovo in Regione». La pulizia dei letti di Albegna e Ombrone potrebbe ripagarsi da sé: «Lì c’è una gran quantità di ottima breccia da destinare all’edilizia. Basterebbe avere l’autorizzazione a venderla».

Ad ogni modo, intanto per settembre tenetevi liberi: c’è un nodo da sciogliere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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