Il Tirreno

Grosseto

Due giornate per chiedere perdono a Dio

GROSSETO. Un «Sacramento di guarigione» a cui accostarsi «senza paura e vergogna». Così il Papa ha descritto la Confessione in una recente catechesi. Più in generale, Francesco, in questo primo anno...

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GROSSETO. Un «Sacramento di guarigione» a cui accostarsi «senza paura e vergogna». Così il Papa ha descritto la Confessione in una recente catechesi. Più in generale, Francesco, in questo primo anno di pontificato, sta aiutando i cristiani a recuperare il senso profondo di parole come misericordia, perdono, riconciliazione. Lo ha fatto nei suoi interventi pubblici, nella esortazione apostolica Evangelii Gaudium; ha scelto di farlo anche attraverso un gesto particolare: la Giornata del Perdono, che verrà celebrata venerdì e sabato, vigilia della quarta domenica di Quaresima, la domenica della gioia.

La Diocesi di Grosseto ha accolto con gioia e gratitudine l'invito di Papa Francesco a celebrare questa giornata, per la quale il vescovo Rodolfo ha scelto come tema di riflessione "La letizia attraverso il perdono". Saranno ventiquattr'ore per il Signore, nella preghiera comunitaria e personale e nella possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione. Le celebrazioni, rivolte a tutta la Diocesi, si terranno nella Cattedrale di san Lorenzo secondo il seguente programma: domani il vescovo chiede a tutti di dedicare questa giornata al digiuno. Alle 17 Via Crucis, a seguire Messa ed esposizione del SS.Sacramento: inizio dell'adorazione silenziosa e del tempo penitenziale. Fino a mezzanotte la Cattedrale resterà aperta per dare modo a chi lo desideri di confessarsi. Sabato ancora tempo per le confessioni dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 17, quando la Giornata del Perdono si concluderà con il canto dei Primi Vespri della IV domenica di Quaresima della gioia.

«Papa Francesco - dice il vescovo - fin dall'inizio del suo ministero ci sta richiamando ad una dimensione essenziale della nostra fede: Dio non si stanca mai di perdonare e noi non dobbiamo stancarci di andare a chiedere perdono. La Chiesa deve essere prima di tutto questa casa accogliente della misericordia, dove ognuno possa toccare con mano la grazia del Suo amore e la gioia di essere riconciliato e guarito da quell'Amore. L'invito che rivolgo a tutti è di cogliere il valore profondo del dono di questa Giornata, che ci viene offerta per immergerci nell'abbraccio misericordioso di Dio Padre».

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