La manifestazione
Canili al Donzellino, è rivolta
Usati da oltre trent’anni, arriva l’ordine di demolizione del Comune: «Protesteremo in piazza»
MASSA MARITTIMA. Sarà perché è arrivata in maniera improvvisa, senza una proposta alternativa o perché quelle baracche sono lì dalla metà degli anni ‘80 e fino ad oggi nessuno ha alzato un dito a riguardo. In ogni caso, c’è un’ordinanza a Massa Marittima che ha riscosso una valanga di critiche. Tratta di alcuni annessi costruiti trent’anni fa, in campagna, utilizzati come cucce per i cani, ora classificati come abusi edilizi che il Comune ha imposto di demolire. I proprietari però non ci stanno, anche perché non è stato trovato un’area alternativa dove poter portare i propri cani. E la battaglia è stata subito sposata da Fiorenzo Borelli, candidato sindaco del movimento civico Massa Comune, che avverte: «la polemica potrebbe sfociare in una pesante manifestazione in piazza».
Ce ne sono almeno tre di ordinanze, tutte intitolate “rimozione e demolizione opere e strutture” e tutte rivolte alla zona tra il carcere e il podere Donzellino, basate sull’articolo 129 che recita: «Quando accerti l’inizio o l’esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate il Comune provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi». Questo caso però è particolare. «L’ordinanza, atto dovuto a seguito di rapporto effettuato da forze di controllo del territorio – spiega Borelli - ha scatenato l’ira degli utilizzatori perché inattesa e comunicata senza ricevere in cambio un terreno alternativo da parte dell’amministrazione comunale».
Quelle baracche infatti sono utilizzate come canili dai vari proprietari e risalgono, così come viene riportato nell’ordinanza, alla metà degli anni ‘80. Gli uomini della forestale, però, il 22 gennaio scorso hanno fatto un sopralluogo nella zona del Donzellino e ne hanno dovuto stilare un verbale, inviato poi in Comune. «Adesso dove dovremmo portarli i cani? – si chiede uno dei destinatari dell’atto – Sono animali abituati a stare in campagna, non possiamo portarli a casa». E non è la prima volta che la questione salta fuori, a detta del candidato di Massa Comune. «Purtroppo - spiega - il problema bolle in pentola da anni ed è stato oggetto negli anni 2006-2007 anche di accordi tra l’amministrazione e possessori dei terreni interessati senza addivenire ad alcun provvedimento risolutore e come sempre succede quando si aggira l’ostacolo senza affrontarlo, prima o poi il nodo viene al pettine». È questo il punto su cui spinge Borelli: una soluzione doveva essere trovata prima di trovarsi con le mani legate da un rapporto professionalmente stilato dalle forze di controllo. «Manco a farlo intenzionalmente, il problema scoppia ora ed i tempi a disposizione per le rimozioni sono brevi ed al tempo stesso l’Amministrazione in carica ha le valige pronte per andare a casa – conclude il candidato Massa Comune - Una bella gatta da pelare, non c’è che dire ma era inevitabile per non essere stata affrontata e risolta nei giusti modi e tempi».
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