Sicurezza
Accusato di stalking dopo la fine della storia
Un 26enne rinviato a giudizio: era anche entrato in casa di lei per fotografarla in compagnia di altri
SCARLINO. C’erano le telefonate, i messaggi, le scampanellate, come avviene “normalmente” nei casi di processi per stalking. Ma ciò che rende originale, se così si può dire, le accuse di cui deve rispondere un giovane piombinese è una condotta assolutamente fuori dall’ordinario, o comunque inedita: e cioè il fatto che lui era entrato in casa sua per fotografarla in compagnia di altri. Come, aggiungiamo noi, per avere la prova del tradimento.
Così almeno recita il capo di imputazione nei confronti di un piombinese di 26 anni, rinviato a giudizio per la persecuzione cui avrebbe sottoposto la ragazza - oggi 33enne e abitante a Scarlino - in un arco di tempo di svariati mesi nel corso del 2012.
Il giudice dell’udienza preliminare Valeria Montesarchio ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Laura D’Amelio e ha disposto la prima udienza del processo per il 2 dicembre, davanti al giudice Andrea Stramenga. La relazione era finita, secondo l’imputazione, per volontà di lei, ma lui non se ne era fatto una ragione. Dal febbraio 2012 al settembre 2012 avrebbe messo in atto una serie di comportamenti tali da configurare secondo l’accusa un’ipotesi di stalking. E allora ecco le telefonate, gli sms, le scampanellate ripetute e anche la violazione di domicilio (quest’ultima costituisce un separato capo di imputazione - il fatto è del 16 settembre) con lo scopo di scattare le foto. Ma l’accusa include anche i pedinamenti per strada, le attese fuori dal luogo di lavoro di lei, lo stazionare sotto l’abitazione di lei, i passaggi in auto ripetuti sotto casa della donna. Quando lui telefonava, e l’avrebbe fatto molte volte, l’avrebbe fatto anche per sapere con chi era lei e cosa stava facendo. Un quadro che stando all’imputazione di stalikng aveva portato la donna a cambiare le abitudini di vita, che l’aveva intimorita e le aveva impedito di svolgere una normale vita.
Fino a che lei si era spaventata davvero, forse proprio in conseguenza della violazione del domicilio, e aveva chiamato i carabinieri. I quali erano intervenuti anche pochi giorni dopo trovando e sequestrando al giovane una pistola semiautomatica marca Taurus calibri 9x21, contenente cinque munizioni: era riposta sotto il sedile della sua auto, una Golf. Pistola e proiettili portati fuori casa illegalmente (e questo è il terzo capo di imputazione). Difesa d’ufficio Luigi Sartini.
Pierluigi Sposato
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