Italia
Abbraccia i fratelli rimasti in Brasile dopo 26 anni
Storia a lieto fine per una studentessa grossetana, li ha cercati su Facebook

GROSSETO. L’ultima volta che è stata nella sua terra di origine, il Brasile, Luisella aveva 42 giorni. Ventisei anni dopo c’è tornata con i suoi genitori adottivi di Grosseto per conoscere i fratelli e le sorelle ritrovati grazie a Facebook. La storia ha per protagonista una giovane maestra d’asilo nido e studentessa di Lettere, Luisella Fantoni, capelli lunghi neri, pelle ambrata e il sorriso travolgente di chi ha ancora addosso un’emozione difficile da descrivere. Luisella è nata in Brasile ma è stata adottata da babbo Remo e mamma Elena quando aveva poco più di un mese. È cresciuta a Grosseto ma quella terra meravigliosa le è rimasta nel sangue.
LUISELLA RIABBRACCIA I FRATELLI: IL VIDEO GIRATO DAL FIDANZATO
«Non c’è stato un prima e un dopo per me – dice – Ho sempre saputo di essere stata adottata e i miei mi hanno sempre parlato con tranquillità delle mie origini. Ho sempre avuto la curiosità di conoscere la mia storia e quando ero una ragazzina ho scoperto grazie ad alcuni documenti che avevo due fratelli in Brasile. Da quel momento in poi ho pensato che non mi sarei mai sentita completa fino a quando non li avessi conosciuti».
Tra il dire e il fare c’è però di mezzo il mare: non solo l’oceano che li separa, ma anche la legge che parla chiaro. Luisella potrà accedere ai documenti ufficiali del Tribunale dei minori di Firenze solo quando avrà compiuto 25 anni. Ma lei non può aspettare e sfrutta Internet per ricostruire un pezzo della sua storia che ancora non conosce. «Sapevo solo il nome della mia madre naturale, il nome dei suoi genitori e la città dove abitava, Contenda». Luisella non usa la parola madre a caso: «La mia mamma è Elena, punto e basta. L’altra per me è solo madre».
Le ricerche in Rete portano a un nulla di fatto finché Luisella decide di provare con Facebook. «Ho messo come chiave di ricerca il cognome di mia madre insieme al nome della sua città ed è uscita una lista di persone tra cui il profilo di una ragazza che mi assomigliava molto». Lo choc è fortissimo ma una somiglianza non può bastare. Allora Luisella si fa coraggio e chiede l’amicizia alla ragazza che si chiama Izabel ma non vuole scoprirsi subito e nella conversazione la prende alla lontana. Ma alla fine è Izabel a intuire la verità e a spiazzarla.
«Tu devi essere mia sorella», le scrive Izabel dall'altro capo del mondo. È il 15 dicembre 2012, una data che Luisella non potrà mai scordare. «Grazie a Izabel ho potuto ricostruire le mie origini: ho ritrovato lei, l’altro mio fratello maggiore Osmar di 31 anni e due fratelli nati dopo di me di cui non avrei potuto sapere nulla dai documenti, Vanessa di 25 anni e Mauricio di 21». Non solo, Luisella scopre anche di essere già zia perché Vanessa ha una figlia, la piccola Emilly. Per la famiglia Fantoni, che ha sempre incoraggiato Luisella nelle sue ricerche, è una gioia indescrivibile ma serve un periodo di tempo per elaborare la scoperta.
«Solo a gennaio – prosegue la ragazza – ho trovato il coraggio di chiedere l’amicizia su Facebook anche agli altri fratelli. Nel frattempo è stata Izabel a informarli perché lei era l’unica a sapere qualcosa a proposito di una sorella che era stata adottata. Lo choc c’è stato anche per loro». Cominciano mesi fatti di telefonate, chat su Facebook e Skype grazie alle quali Luisella vede per la prima volta le sue sorelle e i suoi fratelli. «A quel punto è stato più forte di me: dovevo abbracciarli. E così è iniziata la lunga pianificazione del viaggio che mi avrebbe portato da loro. Nel frattempo ho imparato da sola il portoghese, parlandolo con loro». Il sogno di Luisella diventa realtà quando lo scorso febbraio la giovane parte per il Brasile con i genitori e il fidanzato, Christian Cavarretta. All’aeroporto di Curitiba ad accoglierla c’è proprio Izabel. «È stato bellissimo: io mi guardavo intorno e non riuscivo ad individuarla, lei mi è corsa incontro e ci siamo abbracciate a lungo».

Quell’abbraccio il fidanzato lo ha immortalato in un video commovente. E dopo è toccato anche agli altri fratelli, che le hanno organizzato una festa di benvenuto, e alla nipotina che non si stancava un attimo di chiamarla zia. «Glielo avevamo promesso come viaggio premio dopo la laurea – dice mamma Elena – ma era tale la sua voglia di andare che lo abbiamo anticipato. Per noi è stato come accogliere altri figli e loro ci considerano come dei genitori. In pratica in quindici giorni di permanenza là i ragazzi hanno ricostruito una vita intera tra giochi, scherzi e confidenze: è stato come se fossero sempre stati insieme». Al ritorno a Grosseto quest’esperienza modello è stata anche raccontata dai genitori di Luisella ad altre famiglie con figli adottivi in un'iniziativa del consultorio con cui i coniugi Fantoni da tempo collaborano. «Spesso i genitori adottivi hanno paura di assecondare il desiderio dei figli di cercare le loro origini – dice Elena - ma questo bisogno è naturale e non va vissuto con paura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
