Sicurezza
Terme, una tegola da 270mila euro
Roselle, il Comune ha rifiutato la maxi notula dell’ex legale E lui ha fatto causa: sarà il giudice a stabilire chi ha ragione
GROSSETO. Non si è ancora del tutto chiuso il contenzioso tra il Comune di Grosseto e la Rosellae Thermae per la mancata realizzazione del project financing delle terme di Roselle, che sul Comune cade una nuova tegola, uno strascico che segue quella vicenda e che potrebbe pesare sulle casse comunali.
Il nuovo contenzioso, però, non è con la società che avrebbe dovuto realizzare il parco termale, ma con l’avvocato fiorentino Anton Ugo Serra, che ha tutelato le ragioni del Comune in quella vicenda e che stava seguendo la causa anche davanti alla corte d’appello di Firenze, ma che ha rinunciato al mandato e ha rimesso una notula da oltre 250mila euro, al netto di Iva e contributi.
La giunta comunale ha deciso di non pagare e l’avvocato, il 23 ottobre scorso, ha fatto causa al Comune. Si è tentata un’ipotesi di transazione, ma la richiesta – oltre 270mila euro comprensivi di tutto, dilazionati in tre anni e senza interessi – non è stata ritenuta accettabile dalla giunta comunale che l’ha respinta. Sarà il giudice, dunque, a dover stabilire chi abbia ragione, nel frattempo, però, si tratta di una nuova spada di Damocle che pende sul Comune di Grosseto.
Per la vicenda principale, infatti, si attende a breve il pronunciamento della corte d’appello: se dovesse dare ragione al Comune, confermando, dunque, i risultati del lodo arbitrale del marzo del 2011, il Comune dovrebbe pagare alla Rosellae Thermae solo – si fa per dire – 441mila 570 euro di risarcimento. Diversamente c’è da ricordare che la società aveva chiesto un risarcimento di circa 11,5 milioni di euro, più, naturalmente, gli interessi e aveva fatto ricorso alla corte d’appello proprio per chiedere l’annullamento del lodo.
Nel successivo contenzioso, quello con l’avvocato Serra, la giunta comunale ha deciso di non andare a una transazione ritenendo la proposta «notevolmente onerosa e che, di per sé, non comporta alcun vantaggio di rilievo economico per l'ente».
Il Comune sostiene, infatti, che la richiesta dell’avvocato si basa non sul valore della domanda presentata dalla Rosellae Thermae in sede di arbitrato, cioè gli 11,5 milioni di euro richiesti come risarcimento, ma su un importo molto superiore, pari a 48,7 milioni di euro, relativo alla “prima memoria autorizzata” che la Rosellae Thermae ha presentato nella procedura arbitrale. Un punto fondamentale su cui, a questo punto, si dovrà discutere davanti al tribunale di Grosseto.
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